Forgione attacca Libero: "Informazione razzista! Ha fatto festa per la notizia giunta da Napoli"

Angelo Forgione, giornalista e scrittore napoletano, ha scritto un messaggio sui suoi profili ufficiali social soffermandosi sul quotidiano Libero.
Il giornalista napoletano e blogger, Angelo Forgione, ha pubblicato un messaggio sul suo profilo ufficiale Facebook. Ecco quanto si legge: "Non dev'essere sembrata vera, a Feltri e i suoi, la maxi operazione contro la camorra che ha coinvolto anche tre fratelli di Luigi Cesaro. Una manna dal cielo per la cartaccia di 'Libero', che solo ieri dava una botta di vittimismo alla sua tipica informazione razzista: "Tutti odiano la Lombardia, nessuno odia il Mezzogiorno". Una doppia fesseria in un solo titolo, ma non era di certo un record per la testata filoleghista. Poi è giunta la notizia da Napoli e nella redazione milanese devono essere saltati i tappi. Prosit!".
Forgione ha poi aggiunto: "Puntuale arrivano oggi le cronache della festa: "Arrestati 59 napoletani", non "59 camorristi" o, come correttezza vuole, "59 arresti nel Napoletano". Subliminale messaggio per colpevolizzare un popolo intero e provare a spostare l'attenzione altrove. Sottotitolo: "Il cancro del Paese è la mafia, ma lo sport nazionale è attaccare Fontana". Renato Farina scrive: "Questi sguazzano nella camorra fino alle ginocchia, e invece di bonificare la loro palude che inquina il mondo, si permettono di tirar sassi alla Madonnina?". Questi. Iuri Maria Prado si lamenta dello squilibrio culturale, scrivendo frasi in correttissimo napoletano (qui gli applausi sono sinceri) conosciute dai contadini padani per la presenza di terroni da quelle parti, mentre al Sud non si comprendono i dialetti nordici, e lagnandosi del fatto che la pizza e la mozzarella sono l'immagine alimentare dell'Italia, non la polenta. Tutto questo accade impunemente perché il Consiglio di Disciplina territoriale della Lombardia non agisce nei confronti di un giornale feroce nonostante il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, abbia preso posizione il 6 maggio per l'ennesimo titolo razzista e abbia comunicato di aver dato mandato all’avvocato Caterina Malavenda con studio a Milano di tutelare la comunità dei giornalisti dopo le affermazioni anti meridionaliste del direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri. Continuino pure in Lombardia a tollerare gli intolleranti. Questa si chiama connivenza".








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