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Forgione: "Agnelli, gli auguri a se stesso e la maledetta ossessione patologica della Juventus"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Forgione: Agnelli, gli auguri a se stesso e la maledetta ossessione patologica della Juventus

Angelo Forgione, scrittore e giornalista, ha commentato il comunicato della Juventus in cui, tra le altre cose, vengono fatti gli auguri ad Andrea Agnelli.


"Gli auguri di Agnelli a se stesso in nome della stramaledetta vittoria". Questo il titolo di un post di Angelo Forgione, giornalista e scrittore napoletano, pubblicato sui propri canali social. Ecco quanto si legge: "È giusto che la "gente della Juve", così si legge sul comunicato ufficiale della Juventus, faccia gli auguri ad Andrea Agnelli per il suo compleanno e che colga l'occasione per ringraziarlo formalmente per il decennio alla guida del club, ma auto-scriversi un comunicato mascherato di auguri per auto-esaltarsi e sbandierare ancora storia e grandezza, in una bufera come quella in corso, è inopportuno e conferma quella boria che ha messo il festeggiato di oggi nei pasticci, la stessa che inguaia i vari dirigenti bianconeri da decenni".


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"Il comunicato avverte la "gente della Juve" sul rischio "di perdere di vista altre pagine: quelle dei libri di storia". Il tempo dirà che tipo di storia leggeremo un giorno. Si legge di "un palmares (decennale) troppo lungo per non rischiare di dimenticare qualcosa", e si esalta l'operato del presidente dimissionario "perché, per usare un altro concetto caro ad Andrea, dopo una vittoria si comincia già a pensare alla prossima". La Juve che verrà non disperderà questa "lezione“, si legge ancora. C'è davvero di che preoccuparsi".


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Poi ha aggiunto: "Diciamolo chiaramente: quello pubblicato sul sito ufficiale è un comunicato autoreferenziale e agiografico, dettato evidentemente da Andrea Agnelli al fidato Claudio Albanese, responsabile Comunicazione del club, in cui ricorre ancora l'esaltazione della vittoria, maledetta ossessione patologica di un club che pur di conseguirla si è messa e continua a mettersi nei guai, sporcando quantomeno la sua immagine".

"Non c'è niente di più diseducativo di quel motto "Vincere non è importante; è l'unica cosa che conta". Così i bambini che si innamorano della Juventus, e non solo loro, imparano a non saper perdere. Imparare a saper perdere è la lezione educativo-pedagogica dello sport, per imparare a capire i propri limiti, i propri errori, sviluppare l’abilità di mettersi in discussione, fortificarsi e non arrendersi per migliorarsi".

"Più di ogni discussione sulla lealtà bianconera, mi interessa sottolineare quanti danni faccia da almeno un ventennio la Juventus alla cultura sportiva italiana. E Andrea Agnelli, in quanto a boria e vanagloria, ha battuto tutti i suoi predecessori e antenati. Un'era senza precedenti, e lo si legge anche nel comunicato, sia pure con accezione opposta. E qui scatta facile l'ironia".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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