Flachi: "Pioli al Napoli? Non è un brocco, vi dico cosa pensano i calciatori di lui"
Francesco Flachi, ex calciatore che ha avuto modo di giocare con Pioli, ha commentato le voci che vorrebbero il tecnico del Milan nel mirino del Napoli.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Flachi, allenatore ed ex calciatore di Sampdoria, Fiorentina ed Empoli. Ecco alcuni passaggi: "Pioli accostato al Napoli, che allenatore? Penso sia il tecnico che abbia valorizzato più giocatori possibili. Non so quale altro allenatore avrebbe potuto fare quanto realizzato da Pioli al Milan. Ha riportato i rossoneri in Champions, allo scudetto ed ha esaltato giocatori che erano semisconosciuti. È normale che tutti gli anni possano non essere uguali. È lecito riscontrare delle difficoltà, mantenere la concentrazione alta non è sempre facile. Tuttavia, definire Pioli un brocco non mi sembra lecito, soprattutto in relazione alla qualità del tecnico e dell’uomo".
D’altronde, Pioli ha dimostrato grande calma ed educazione anche in conferenza stampa.
“E’ una grandissima persona, con dei grandissimi valori. È un umile, non ci sono giocatori che non gli vogliano bene. L’ho avuto come compagno, e lo ricordo ancora bene. Organizzava sempre delle cene tra ex compagni. Non è da tutti”.
Quanto ha dato Vincenzo Italiano alla Fiorentina? È arrivato il momento di approdare in una big?
“È brutto dirlo, ma ci può stare. È un allenatore che è sempre migliorato nella sua carriera. Ha vinto campionati di B e C, si è salvato ed è arrivato nelle finali di coppe. Anche lo stesso De Zerbi, che ha avuto grandi meriti sul campo, non ha raggiunto gli stessi risultati di Italiano. È il migliore tra i tecnici emergenti. A mio avviso, quando un allenatore arriva a un certo livello, è giusto che spicchi il volo, che cerchi motivazioni nuove da un’altra parte. È giusto che possa ambire a qualche grande club".
Quando le cose vanno male, quanto è importante la figura del tecnico? Calzona, dunque, avrebbe potuto dare qualcosa in più a livello emotivo?
“Non è facile. Dopo la scorsa stagione, si pensava di poter continuare sullo stesso percorso. Allontanare un tecnico che era un condottiero, però, ha determinato una sorta di rilassamento dei calciatori. Quel che i giocatori riuscivano a dare era un merito dell’allenatore. Si è provato a trovare in Garcia la persona che potesse garantire continuità. Tuttavia, modificare un ingranaggio quasi perfetto ha determinato difficoltà che, poi, si sono susseguite nel tempo. Inoltre, dopo uno scudetto ci si aspettava qualche rinforzo in più che, tuttavia, non c’è stato. Questo può aver causato demoralizzazione da parte di qualche calciatore. Credo sia finito anche un ciclo. Auguro agli azzurri di ripartire, di tornare ai vertici. Il Napoli degli ultimi anni mi ha ricordato quel Barcellona che si aspettava di vedere giocare, in grado di applicare un calcio diverso e di divertire".
Al Napoli sembrano esserci due correnti: chi crede sia necessario, ad ogni sconfitta o delusione, scusarsi con i tifosi e chi, invece, non pensa sia doveroso. Da ex calciatore, da che parte sta?
“Quando sbaglio, ammetto sempre i miei errori. Scappare non è mai bello. È vero che hanno raggiunto grandi risultati, hanno vinto lo scudetto. Questi giocatori non saranno mai dimenticati e la gente sosterrà sempre la squadra nel momento del bisogno".
Nel gol subìto da Cerri crede ci sia un errore individuale o di reparto?
“Ci sono tanti errori delle difese sul secondo palo. Tutti sono abituati a guardare soltanto la palla, anche se bisognerebbe prestare attenzione a chi c’è dietro. È un errore che stanno commettendo tutte le difese di Serie A. Il Napoli, ad oggi, deve cercare di chiudere con onore e ripartire la prossima stagione".
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