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Fiorentina, Prandelli: "Chi non vuole restare, puņ andare. Attaccate me, non Commisso. Callejon..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Fiorentina, Prandelli: Chi non vuole restare, puņ andare. Attaccate me, non Commisso. Callejon...

Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia del match contro il Genoa.


Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani contro il Genoa. Ecco le sue parole: "Sarà una partita importante, dobbiamo essere lucidi e capaci di variare situazioni. Dobbiamo vincere, quello è il nostro obbiettivo. Ci servirà tanta pazienza, ma ci siamo organizzati per vincere. La partita sarà molto difficile, ma dobbiamo viverla con la tensione giusta. La paura l’abbiamo affrontata, e credo che i giocatori abbiano capito come si fa a superarla. Non mi piace definire una partita a vita o morte, ma sicuramente è molto importante. Il nostro obbiettivo è arrivare a 40 punti, prima ce la faremo meglio sarà. Non dobbiamo calare durante la gara, anche se le cose non vanno bene. Ci mancano i nostri tifosi, ma dovremo essere bravi noi a fare quello che faremmo se fossero sugli spalti. Non dobbiamo mai abbassare la testa, ma pensare solo alla vittoria”.


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Poi ha aggiunto: "Ci serve intensità, e i due giocatori giusti possono essere Callejon e Ribery. Fino a pochi mesi fa, però, c’era un giocatore a Firenze che riusciva a cambiare il ritmo di una partita e portare la palla nell’area avversaria (Chiesa n.d.r). Ora non abbiamo un giocatore così, ma dobbiamo lavorare da squadra e crescere, e credo che i primi passi li abbiamo già fatti. In questa settimana abbiamo svolto tutti gli allenamenti, e sono sempre stato collegato. Ho vissuto l’inizio di questa cosa con difficoltà, ma sapendo di essere un privilegiato”.


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Poi su Cutrone: “Patrick è un giocatore della Fiorentina, a cui non si può rimproverare nulla per quanto riguarda l’impegno. In questo momento, a livello tecnico, ho fatto una scelta differente, ma se un giocatore pensa alla squadra può entrare e fare la differenza. Io non ho mai messo da parte nessuno, ma se un giocatore non è contento di rimanere alla Fiorentina può andare via. Fin dal primo giorno ho parlato alla squadra, dicendo che nei momenti di difficoltà servono gli uomini, e in questo momento ho bisogno di persone che pensano alla squadra e non al singolo. Nessuno mi ha chiesto di andare via, ma se qualcuno vuole vivere la propria professione in maniera diversa, non ho intenzione di trattenere nessuno. In un momento come questo escono fuori i veri leader, che capiscono prima degli altri le situazioni. Abbiamo parecchi giocatori di esperienza e personalità, come Pezzella, Caceres, Callejon e Ribery”.

Quindi sulla società: “Se ci troviamo in questo momento, non è colpa della società. Probabilmente c’è stata troppa aspettativa, e i giocatori che dovevano fare il salto di qualità stanno facendo fatica. Stiamo lavorando per far tornare positiva la critica. La società è molto presente con noi, e uno come Commisso dobbiamo tenercelo stretto. Sicuramente su certi aspetti deve migliorare, ma non dobbiamo farli stancare. Il mio rapporto con questa società è chiaro e diretto. Se ci sono critiche da fare sono a me e alla squadra, non alla società. Vlahovic? E' sulla buona strada, sta crescendo, così come Kouame o tanti altri. Siamo pronti alla sfida di domani”.


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