Ferrero parla dal carcere: "Se volevo, scappavo a Pechino Express"

L'imprenditore Massimo Ferrero si è lasciato andare a un duro sfogo dopo essere stato arrestato per bancarotta fraudolenta e reati societari.
Massimo Ferrero è detenuto nel carcere milanese di San Vittore, arrestato per bancarotta fraudolenta e reati societari nell'ambito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Paola. L'imprenditore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Secolo XIX dopo l'arresto: "Sto bene, adesso sto bene, anche se sono in carcere. Ieri mi sono arrabbiato con i finanzieri che non mi hanno concesso di essere trasferito nella mia casa romana per assistere alla perquisizione e mi è uscito un fiotto di sangue dal naso, ho avuto un picco di pressione".
"Ero qui a Milano per comprare il nuovo allenatore della Sampdoria invece alle sette di mattina sono venuti ad arrestarmi. Dicono che potrei fuggire: è una follia, dove potrei andare? ?Se volevo, potevo far perdere le mie tracce quando stavo girando le puntate di Pechino Express. Non mi hanno mandato agli arresti domiciliari perché ritenevano che non era una misura adeguata. Ma se ho la Digos che mi segue da tempo e mi mettevano il braccialetto elettronico agli arresti domiciliari come potevo scappare?", ha aggiunto Ferrero.








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