Ferrario, parole da brividi sul Napoli. Bruscolotti: "Mi commuovi, ti voglio bene"

Magnifico ricordo di Moreno Ferrario, che ha elogiato pubblicamente l'ex compagno di squadra in maglia azzurra.
Il 10 maggio del 1987 il Napoli vinse il primo Scudetto della sua storia e ci riuscì perché trascinato dai gol e dagli assist di Diego Armando Maradona, ma raggiunse quel traguardo grazie ad un gruppo molto unito, del quale faceva parte Moreno Ferrario. L'ex difensore ha ricordato così le emozioni di quel periodo ai microfoni di Radio Marte: "La festa Scudetto a Napoli fu un qualcosa di indimenticabile: che gioia vedere la gente così felice! Avrei voluto che quel pezzo di strada non finisse mai: era troppo bello... Da non napoletano, capii cosa significasse quel giorno per i napoletani. Ricordo che Beppe Bruscolotti stava lasciando il calcio un anno prima, ma per sua fortuna ha cambiato idea in tempo e, così, ha vinto col Napoli. Merita quello Scudetto più di tutti: ha scritto la storia. Con me, si è sempre comportato da signore. Arrivai che ero un ragazzino, avevo 17 anni e Bruscolotti mi diede subito la mano: non potrò mai dimenticarlo".
"L'anno dopo lo Scudetto, Beppe, per i suoi compagni, ci ha anche rimesso il futuro: si è comportato da grande uomo, prendendosi le responsabilità da capitano vero. Al Napoli di oggi servirebbero persone come lui. In questo Napoli, vedo giocatori che non arrivano a concludere al meglio le stagioni. Noi siamo stati fortunati, è vero, ma quella fortuna siamo andati a cercarcela. Nei momenti importanti, Bruscolotti si alzava e si faceva sentire, come facevano Maldini e Baresi al Milan. C'è poco da inventarsi: al Napoli di Spalletti è mancata quella persona che potesse far capire agli altri come comportarsi. Quando non stavo bene e gli dicevo: 'Beppe, oggi non ce la faccio', lui mi rispondeva sempre.: 'Nun te preoccupa', ci penso io'... Beppe è leggenda. Assurdo che un campione simile non sia mai andato in Nazionale...".
Lo stesso Bruscolotti, collegato in diretta con Radio Marte, al sentire queste parole ha affermato: "Sono commosso... Io e Ferrario abbiamo vissuto tanti anni insieme e ci bastava guardarci in faccia per intenderci... Caro Moreno, ti voglio bene".
E ancora: "Anche io ricordo i palazzi tutti pittati d'azzurro, la gente che si lanciava vicino ai finestrini e dava baci: uno spettacolo incredibile! In passato, ci allenavamo nel sottopassaggio per riscaldarci: era un'altra cosa... Sono passato di recente per vedere se fosse rimasto qualcosa di quelle strutture, ma ormai hanno cambiato tutto e ci hanno fatto solo palestre. L'attesa di quella settimana, l'ultima prima dello Scudetto, fu qualcosa di indescrivibile".






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