Feltri: "Pulivo le scale e suonavo nelle balere. Ai miei figli e nipoti ho detto testuali parole"
In un articolo su Il Giornale Vittorio Feltri ha parlato dell'importanza dei lavori manuali perduta negli ultimi anni.

Nella rubrica La stanza di Feltri, Vittorio Feltri ha risposto così alla lettera di un lettore sui lavori manuali: "Anche io non mi sorprendo del fatto che gli avvocati siano più numerosi degli idraulici, avvocati i quali pure sono più numerosi degli stessi imputati. Mi stupisce semmai che, sebbene gli idraulici siano copiosi, ogni volta che ce ne serve uno, chissà come e chissà perché non lo troviamo. E questa è la ragione per cui si fanno strapagare, tanto da guadagnare più di parecchie categorie di professionisti, dentisti inclusi, stando alle dichiarazioni dei redditi. Ho sempre incoraggiato i miei figli e i miei nipoti sia a studiare che a imparare un mestiere, ossia ad acquisire un'abilità, anche manuale, anzi soprattutto di questo tipo".
"Chi acquista una competenza di questo genere non resterà mai senza lavoro, quindi non finirà mai in difficoltà, non dovrà mai dipendere da nessuno. Ritorneremo ai lavori manuali? Io sono convinto di sì. Non possiamo farne a meno, nemmeno le osannate macchine hanno potuto sostituire l'essere umano e le sue mani. Quello che è fatto manualmente è simbolo di eccellenza, buona fattura, lusso, classe" ha proseguito l'ex direttore di Libero.
Conclusione di Feltri con una confessione: "Nelle professioni che ho svolto ho sempre adoperato le mani: quando facevo il commesso, quando facevo il vetrinista, quando suonavo il piano nelle balere, quando pulivo le scale dei condomini per arrotondare, quando ho preso a scrivere. E ancora oggi ho sempre carta e penna con me, nel taschino della giacca, per prendere appunti all'occorrenza. Preferisco affidarmi alle mie dita piuttosto che alla tastiera del telefonino".
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