Feltri: "La mia canzone preferita è napoletana. Andreotti mi disse testuali parole"
In una recente intervista il giornalista Vittorio Feltri ha parlato dell'amore per il dialetto napoletano.

Intervistato qualche giorno fa dal Corriere della Sera, Vittorio Feltri ha ricordato i suoi esordi come giornalista: "Non conoscevo nessuno, mi aveva voluto Angelo Rizzoli. Aprii la busta del contratto e lessi che lo stipendio era di un milione di lire, chiamai mia moglie e mi disse di tornare a casa che avrebbe controllato. Ho dovuto iniziare a lavorare a 14 anni, dopo la terza media, ero rimasto orfano a 6 anni e mia madre doveva mantenere tre figli. Il lavoro non bastava”.
Poi la passione dell'ex direttore di Libero per le lingue: "Parlo bene il napoletano. Ho imparato lo spagnolo in macchina da Bergamo a Milano, mentre l’inglese è l’unica lingua che non ho voluto imparare. La mia canzone preferita è I’ te vurria vasà".
Conclusione di Feltri con un retroscena su Giulio Andreotti: “Mi chiese di difenderlo nei processi a casa di Cirino Pomicino, sull’Appia Antica, e gli dissi di sì perché ero convinto che fosse giusto. Prima di salutarci gli domandai perché lo avesse domandato a me. E lui: preferisco un nemico a un amico falso”.
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