Fedele: "McTominay senza ruolo: come la pinella del Burraco. Neres? Sembra imbambolato"

Enrico Fedele, tra il serio ed il faceto, ha risposto ad alcune domande degli ascoltatori di Radio Marte, parlando dei giocatori del Napoli.
Riflessioni di Enrico Fedele su alcuni calciatori che fanno parte della rosa del Napoli allenato da Antonio Conte. L'ex dirigente sportivo, per anni procuratore che ha assistito i fratelli Fabio e Paolo Cannavaro durante la loro carriera da difensori, è intervenuto nel corso della puntata odierna della trasmissione radiofonica 'Forza Napoli Sempre', in onda sulle frequenze di Radio Marte, rispondendo alle domande del conduttore Gianluca Gifuni e degli ascoltatori dell'emittente campana.
"Cosa penso di Scotto McTominay? Che non sai che ruolo abbia: è come la 'pinella', il jolly, quella carta speciale del Burraco che puoi valere una cosa o l'altra".
Su David Neres, invece: "E' uno spirito solitario, gioca da solo, è difficile che giochi per la squadra. Spacca le partite, prende la palla e va in porta, ma lo fa da solo. Scherzando, sembra che dorma e si sia appena svegliato dal sonno, con la sua palpebra scesa. Va in campo quasi imbambolato, ma poi fa i numeri. Non aiuta la squadra in difesa: in questo, non c'è paragone con Politano".
"I brasiliani non eccellono in fase difensiva e, superati i 18 anni, non imparano più niente, secondo Sabatino Durante (esperto di calcio sudamericano)? Mi sembra eccessivo. A Parma ho avuto Junior, brasiliano magro come uno spaghetto, ma che da ala sinistra faceva bene. Non sapeva marcare, quando vedeva l'attaccante si scansava, eppure da noi fece grandi progressi a 26-27 anni d'età".






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