Fagioli "vuota il sacco": la confessione sulle scommesse e la paura. Poi il retroscena su Allegri

Il centrocampista ripercorre i mesi più complessi della sua carriera a La Gazzetta dello Sport: dalle incoscienze del passato alla vicinanza del suo ex allenatore.
Un racconto profondo, a tratti spiazzante, che ripercorre uno dei capitoli più delicati e chiacchierati del calcio italiano recente. In una lunga intervista rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport', il centrocampista della Fiorentina Nicolò Fagioli è tornato a parlare del periodo legato alla squalifica per scommesse, svelando l'impatto emotivo di quei mesi e il ruolo fondamentale svolto dalla Juventus e da Massimiliano Allegri.
Fagioli: scommesse, incoscienza e la gestione dei 7 mesi di stop
Ripercorrendo gli anni bui legati alle scommesse, Fagioli analizza con grande maturità il proprio stato d'animo dell'epoca: "In realtà prima ero incosciente, non avevo paura di niente, nemmeno di essere squalificato, nella mia ignoranza non pensavo a niente. Negli anni delle scommesse mi andava bene tutto di me, anzi neanche ero cosciente di sbagliare. E anche adesso che ho compreso i miei errori, non mi odio per ciò che ho fatto".
Sul periodo lontano dalle gare ufficiali, il centrocampista ha poi spiegato la complessità del rientro graduale: "Dei sette mesi in cui sono rimasto fermo il primo è stato veramente difficile perché non ero abituato a stare lontano dal terreno di gioco. Nei successivi 6, invece, sono stato bene. Sai, un calciatore è sempre immerso in questo frullatore quotidiano fatto di allenamento-partita-allenamento. Io ho potuto staccare la testa e mi divertivo a vedere i miei compagni giocare. È stato ovviamente un periodo complicato, in cui però sono riuscito a trovare qualcosa di positivo".
La crescita di Fagioli e le nuove responsabilità
Oggi, a 25 anni, lo sguardo verso il futuro è scandito da una consapevolezza del tutto nuova: "Oggi non so, mi pare esagerato parlare di paura... Penso che ogni anno che passa è un anno in più. Non dico che vedo la fine della carriera, però mi accorgo che non sono più 18 o 20, dunque ogni anno che passa aumentano le responsabilità e devo far meglio".
Il retroscena di Fagioli su Allegri: "Gli sono grato"
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda la gestione dei mesi precedenti allo stop ufficiale, quando la vicenda era già nota internamente ma il giocatore continuava a scendere in campo. "È stato strano perché io già sei mesi prima sapevo che sarei stato squalificato e nonostante ciò ho continuato a giocare – ha raccontato Fagioli – Sono grato alla Juve e ad Allegri, che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini. Prima di ogni partita il mister mi chiedeva: 'Te la senti?'. E io tutte le volte rispondevo: 'Sì, voglio giocare'...". Un retroscena di spogliatoio e di gestione umana che testimonia la vicinanza del tecnico e della società in un momento di enorme turbolenza personale e professionale.








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