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Ex arbitro De Santis: "Bisogna ribaltare l'AIA, faide interne vergognose"

L'ex arbitro Massimo De Santis ha parlato del mondo arbitrale soffermandosi sui tanti errori delle ultime partite di massima serie.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

25/02/2026 14:01 - Interviste
Ex arbitro De Santis: Bisogna ribaltare l'AIA, faide interne vergognose
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Ai microfoni di Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto l'ex arbitro Massimo De Santis, per parlare della delicata situazione che sta vivendo il calcio italiano, coinvolto nel caos più totale a livello arbitrale per decisioni del tutto inappropriate.


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L'ex fischietto è duro nei confronti della classe arbitrale: “E’ da anni che il mondo arbitrale peggiora. Nel periodo in cui ho arbitrato, noi arbitri avevamo un colloquio con i calciatori molto diverso e avevamo calciatori dalla capacità tecnica e dalla personalità elevata, ciò che non vedo oggi. Il regolamento del calcio non è mai cambiato, gli allenatori hanno una grande difficoltà: preparare i calciatori alle cervellotiche decisioni che ci sono ogni domenica. Queste decisioni fantasiose non hanno nulla a che fare con il gioco del calcio. Il tocco tra due calciatori non è detto che debba essere un fallo da frattura o rottura, i calciatori furbi con un piccolo tocco sbilanciavano l’avversario e lo facevano cadere. Resto sconcertato quando sento il designatore o i suoi collaboratori quando spiegano la motivazione per cui non viene fischiato un fallo. Mi sembra gente che non ha mai capito di calcio. Farei correre il designatore o i suoi collaboratori sul terreno di gioco, poi gli darei un piccolo tocco per fargli capire se quel tocco gli ha procurato un danno o meno, è semplice. Si parla sempre del protocollo ma bisogna far emergere la verità del campo".


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Inoltre, De Santis, ha aggiunto: "Gli arbitri non possono, avendo a disposizione uno strumento importantissimo come il Var, uscire dalla gara con delle contestazioni. Si sta parlando di professionismo, ma bisogna ribaltare l’AIA che sta vivendo anni tortuosi con faide interne vergognose e che non permettono agli arbitri di crescere. Il presidente dell’AIA è stato sospeso perché ha fatto pressione per cambiare il designatore, ma credo che debba cambiare come e quando vuole, il problema è che li hanno incatenati con questi contratti per tenerli per forza. Sembra che gli arbitri siano diventati tutti impiegati dello stato. Seguo molto la serie C dove il Var è più funzionale che in serie A perché spesso le 3 chiamate dell’allenatore sono più sensate di quelle fatte dagli assistenti che sono arbitri".

"Oggi a questi arbitri manca di capire il calcio, non capiscono l’entità della spinta. Nell’area di rigore decide sistematicamente il Var perché l’arbitro non prende decisioni. Il Var dovrebbe, a fine partita, non far parlare della prestazione arbitrale, a questo dovrebbe servire. E invece tutte le settimane per difendere la decisione di un arbitro sbagliata, la settimana dopo accade la stessa situazione dove l’arbitro decide al contrario e si va a difendere lo stesso. Alla base di tutto ci vuole una riforma dell'AIA dove va staccata la parte tecnica da quella associativa. Fare gli arbitri professionisti può andare bene, ma c'è un problema: devono essere bravi e questo gruppo arbitri non può diventare professionista”. Ha concluso.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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