Esposito: "De Zerbi se va via Spalletti. Ecco cosa mi dà fastidio di Salerno"

Il conduttore e ideatore di Area di Rigore, Paolo Esposito, ha toccato diversi argomenti nel corso della sua intervista: da Spalletti alla lotta per la salvezza.
Paolo Esposito, ideatore e conduttore di Area di Rigore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad AreaNapoli.it: "Sono convinto che se domattina Luciano Spalletti chiamasse Aurelio De Laurentiis dicendogli che non se la sente più di andare avanti e di voler rassegnare le dimissioni, credo che il presidente del Napoli si metterebbe nel suo studio di via 24 maggio a Roma a fare saltelli di gioia e un minuto dopo chiamerebbe il mio amico Roberto De Zerbi per offrirgli la gloriosa panchina azzurra, fidati!".
"Aurelio è un Vulcano pieno d'energia, molto simile al Vesuvio. È il presidente perfetto per una piazza difficile come Napoli, dove una parte di tifosi che scrive ed espone striscioni, pensa di essere indispensabile e soprattutto pensa di essere e non si sa a che titolo, più importante di tanti altri tifosi che non scrivono né espongono striscioni. Ma che si limitano ad andare allo stadio ed incoraggiare i calciatori del Napoli o a fischiarli a fine partita, se è il caso. Questi sono i veri tifosi del Napoli e non gli altri di cui sopra. D'altronde, io sono una memoria storica del Napoli, così come mi definisce Aurelio De Laurentiis e ricordo che anche Corrado Ferlaino che vinse il suo primo scudetto dopo circa 20 anni di sua presidenza, veniva contestato dai tifosi, un giorno si e l'altro pure. Tanto che una volta Ferlaino consegnò lo scettro di presidente del Napoli, per qualche tempo, a Ettore Sacchi, in un periodo dove le contestazioni dei tifosi azzurri si sprecavano nei confronti di don Corrado. Aurelio De Laurentiis è un passionale e vero tifoso del Napoli e non solo un freddo imprenditore che giustamente bada ai conti. Ho visto accanto a lui, in tribuna autorità, suo ospite, tante partite del suo Napoli. L'ho visto soffrire ma anche gioire per il suo Napoli, lì accanto a lui. Sono uno dei pochi che conosce i veri sentimenti dell'uomo e presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis e uno dei pochi che parla da tanti anni con lui anche di calcio e di calciatori e spesso mi ha chiesto dei pareri tecnici su quel calciatore o quell'altro. Evidentemente, ha stima di me come competente di calcio. Altrimenti è uno che non perde tempo, perché il suo tempo è danaro", ha aggiunto il giornalista.
Sulla lotta per la salvezza: "Non sono tifoso del Cagliari. Ho solo e sempre detto che ho una vecchia simpatia per il Cagliari, dai tempi della leggendaria squadra di Gigi Riva, Enrico Albertosi e tutti quei calciatori che vestivano la mitica maglia bianca con i risvolti rossoblù. Quella squadra l'ho vista dal vivo coi miei occhi da ragazzino a bordo campo dello stadio San Paolo, facendo il raccattapalle, visto che giocavo da portierino nel settore giovanile del Napoli. E quando veniva il Cagliari a Fuorigrotta, pregavo il mio allenatore di quel tempo, il mitico Giovanni Lambiase, di mettermi dietro la porta del mitico Enrico Albertosi e non dietro la porta del Napoli, che pure era difesa dall'altro mito Dino Zoff. Tifo per il Napoli, ma non faccio il giornalista e conduttore televisivo "tifoso", sono equidistante e per questo la gente mi domanda spesso per quale squadra tifo. È il più bel complimento che un addetto ai lavori possa ricevere. Ribadisco che mi piacerebbe che il Cagliari si salvasse e l'ho dichiarato anche ad un sito sportivo cagliaritano che mi ha intervistato. Anche se credo che i sardi hanno perso l'occasione giusta per raddoppiare le possibilità di salvarsi, non vincendo a Salerno domenica scorsa, contro una compagine stremata da 3 partite in 6 giorni. Troppo rinunciatario il Cagliari in quella gara che ha rischiato seriamente di perdere. Non ho mai detto che voglio che la Salernitana retroceda. Se qualcuno ha delle prove televisive o scritte, me le porti. Potrebbero anche salvarsi entrambe le squadre, visto che sono coinvolte molte più squadre nella lotta per non retrocedere in serie B".
Sulla Salernitana: "Di Salerno, e l'ho sempre dichiarato, mi dà fastidio quella minoranza che fa cori contro Napoli ed i napoletani, mostrando odio, invidia e complesso provinciale d'inferiorità nei confronti della capitale del Mezzogiorno e di un club importante e conosciuto in tutto il mondo e che è ai vertici nazionali e partecipa ogni anno ed in modo consecutivo più di ogni squadra italiana alle Coppe internazionali, sia Champions che Europa League ed è l'unica squadra del sud, assieme a quel glorioso Cagliari di Gigi Riva, a sconfiggere le 3 squadre del nord (Juventus, Milan, Inter) anche al loro domicilio e più volte e vincendo 2 scudetti che valgono 20 delle da sempre ricche squadre del Nord di cui sopra. Anche lo scudetto di quel Cagliari vale molti scudetti delle suddette Milan, Juventus ed Inter. Dopo Napoli e Cagliari, al Sud non ha mai vinto nessuno".
Infine Esposito si toglie un sassolino dalla scarpa: "Da personaggio televisivo, magari scomodo, accetto le critiche su ciò che dichiaro pubblicamente. Ma solo critiche di dissenso giuste o non giuste ma fatte con buona educazione e soprattutto con correttezza. Tuttavia non accetto commenti offensivi e diffamatori di cosiddetti "leoni da tastiera" che saranno perseguiti nelle sedi opportune, con richiesta di congrui risarcimenti per danni d'immagine da dare in beneficenza, magari a case famiglia. Così gli individui "leoni da tastiera ", quando gli verranno toccati i loro portafogli, ci penseranno molto di più, prima di "vomitare" i loro beceri pensieri di piccoli esemplari di esseri umani. I miei avvocati, già sono in pieno lavoro sui siti a raccogliere le prove".






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