Esposito: "Braga peggio della Salernitana. Napoli, prendi Kyriakopoulos e Ramadani"

Paolo Esposito, giornalista, nella sua intervista ad AreaNapoli.it ha toccato diversi argomenti: dal momento del Napoli al calciomercato
Il giornalista Paolo Esposito, conduttore e ideatore di Area di Rigore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it: "Il Napoli ha ancora tanti problemi. Ho visto anche recentemente un Napoli convalescente se non ancora malato. È sorprendente che abbia sentito lusinghieri commenti, come se il Napoli fosse già guarito. Leggo e sento tanta incompetenza calcistica a Napoli. La compagine di Mazzarri ha giocato contro una squadra men che mediocre come quella lusitana, che in serie A, sarebbe ancor più ultima della Salernitana. Come sempre a Napoli, si passa da un estremo all'altro, senza equilibrio!".
Di cosa avrebbe bisogno il Napoli a gennaio?
"Inutile girarci intorno, se il Napoli vuol continuare a fare cammino in Champions League, vincere la Supercoppa e magari arrivare a qualificarsi ancora una volta per la prossima Champions League della prossima stagione, deve comprare un difensore centrale ma di quelli forti e pronti da subito. Non difensori scommessa. Io prenderei Scalvini, che fa reparto da solo e mi ritroverei a posto per i prossimi 12/13 anni la difesa con lui. Bisogna investire! Oppure se vogliono risparmiare, prenderei Pongracic del Lecce. Poi, non si sa quando sarà pronto Olivera, che ha avuto un infortunio serio al collaterale del ginocchio e non dà garanzie, perché è un infortunio che potrebbe avere ricadute. Io prenderei Kyriakopoulos dal Monza ex Sassuolo. Un 96, buon terzino sinistro fluidificante, oppure Likogiannis un 93 dal Bologna. Anche lui esperto di serie A e già pronto. A centrocampo prenderei Ramadani del Lecce o Freuler del Bologna. Giocatori già pronti che già giocano in serie A, senza cercare avventure all'estero che poi necessitano di mesi di ambientamento".
Cosa pensi di Natan?
"Natan è ancora da valutare sia come centrale che come terzino sinistro. Non fatevi abbagliare dalla prestazione fatta contro i modesti lusitani. Il Napoli, in questo momento della stagione, deve andare solo su certezze e Natan non lo è in questo momento. Poi magari lo diventerà la prossima stagione ma non lo sappiamo adesso. Aurelio De Laurentiis, credo che si sia fatto finalmente un bagno d'umiltà dopo aver sbagliato la scelta dell'allenatore e voler poi sostituire Kim, con un giovane che è solo una scommessa, come Natan. Se avesse pagato la clausola per arrivare a mettere le mani su Le Normand, in questo momento il Napoli lotterebbe per lo scudetto, perché non è inferiore all'Inter capolista di questa stagione. A Napoli c'è un vecchio proverbio che dice: 'Il risparmio, non è mai guadagno'. Don Aurelio, dopo aver vinto lo scudetto, si è montato troppo la testa. Ma le ciambelle, nelle scelte di tecnici e calciatori, non riescono sempre col buco".
Un tuo ricordo di Antonio Juliano
"Napoli è più sola dopo la scomparsa di Antonio Juliano. Io avevo un bel rapporto con lui, tranne in quell'episodio al San Paolo, quando giocavo nelle giovanili del Napoli e quella sera, prima della gara di coppa Uefa Napoli vs Banik Ostrava, da raccattapalle, mi distrassi e stavo entrando con le squadre al centro del campo e lui mi richiamò con un po' di eccessiva severità e superbia e ironicamente, mi chiese: 'Che fai, vuoi venire a giocare anche tu?'. Un'altra grande testimonianza sulla spiccata e grande personalità che ha sempre avuto Antonio (non gli garbava quando lo chiamavano Totonno) me la diede proprio una settimana fa il grande portiere Enrico Albertosi, compagno di squadra di nazionali di Juliano, in tutti e 3 mondiali cui aveva partecipato Antonio. L'aneddoto inedito che mi raccontò Albertosi 8 giorni fa fu che nel mondiale in Inghilterra del 1966 la nazionale di Edmondo Fabbri stava tornando in treno dopo la sciagurata e storica sconfitta con la Corea, e Rivera e Juliano litigarono sul treno. Antonio che non aveva peli sulla lingua attaccò Gianni Rivera dicendogli davanti a tutti che camminava in mezzo al campo e che invece doveva cominciare anche a correre. Questo è un inedito che ti racconto, dopo averlo saputo da chi c'era anche lui su quel treno in Inghilterra: Enrico Albertosi".






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