Eriksson: "Italia tra le favorite. Insigne grande, a Napoli ha fatto cose incredibili"

Sven Goran Eriksson nel corso della sua intervista ad Il Mattino ha parlato della Nazionale italiana elogiando Lorenzo Insigne.
Sven Goran Eriksson protagonista di un'interessante intervista rilasciata ad Il Mattino. L'ex tecnico di Lazio e Sampdoria ha parlato di diversi argomenti. Cosa ha pensato del Mancini allenatore? "Avrei potuto pensare che sono stato bravo ad insegnargli il lavoro (ride, ndr). No, scherzi a parte, l’Italia gioca un gran bel calcio. Il migliore visto finora in questo Europeo. Ribadisco: ho capito che Mancini sarebbe diventato un grande tecnico al primo anno assieme alla Sampdoria e nel percorso che abbiamo fatto, poi, anche alla Lazio. Mentre era in campo, quando calcava il terreno di gioco, Mancini già faceva l’allenatore. Era straordinario".
Mancini, ad oggi, è il tecnico che sta incidendo di più in questo Europeo? "Difficile paragonare un allenatore ad un altro. Ovviamente, dipende tutto da che tipo di giocatori si ha a disposizione. Se puoi lavorare con la Spagna, sei facilitato, se devi lavorare con la Macedonia, senza nulla togliere al valore del gruppo macedone, ma è più complesso esser l’allenatore che vince un Europeo. Ad esempio, la Spagna sta facendo male, questo è uno specchio del lavoro di un allenatore".
Grazie anche al lavoro di Mancini, ora l’Italia è la favorita per gli Europei? "Dal mio punto di vista, l’Italia è con la Germania la squadra che ha innalzato maggiormente il proprio livello. Questo, poi, si vede anche durante le gare: i risultati non mentono mai. Questo il motivo per il quale vedo l’Italia come una delle principali favorite per la vittoria".
Le piace il 10 di questa Italia? "Lorenzo Insigne è un grande giocatore, da tanti anni si esprime ai massimi livelli. Ha fatto cose incredibili con il Napoli durante queste stagioni, è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di un calciatore fortissimo, uno di quelli che può fare sempre la differenza. Mi piace tantissimo, mi esalta nelle sue giocate. Per me, nell’uno contro uno, stiamo parlando di un giocatore che ha raggiunto livelli formidabili: Roberto Baggio era così, Mancini era così. I numeri 10 sono così: quando gli dai la palla, può accadere sempre di tutto".






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