Eriksson disse: "Lo marcavi a uomo o a zona, ti distruggeva. Era inarrestabile"
Qualche anno fa l'ex allenatore Sven Goran Eriksson aveva raccontato un retroscena su una leggenda del calcio mondiale.

Sven Goran Eriksson ci ha lasciati lo scorso 26 agosto dopo una malattia incurabile. L'ex tecnico svedese aveva raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera in una recente intervista al The Guardian. Eriksson aveva parlato dell'esperienza alla Roma dopo la finale del 1983: "È stato difficile motivare i giocatori dopo quella finale. Molti di loro avevano vinto tutto con il club e c’è stata una perdita di fame. Nei primi sei mesi mi sono chiesto se avessi fatto la scelta giusta. […] Quella stagione (Falcao) ha giocato solo sette o otto partite. Aveva un problema al ginocchio e il resto della squadra lo considerava il leader. Mi hanno detto: ‘Mister, non possiamo giocare senza Falcao’. E quando ha giocato si vedeva la differenza”.
Poi il pensiero su un campione italiano: "Baggio aveva tutto: tecnica incredibile, visione, ritmo. Ricordo una delle nostre prime partite in trasferta contro il Milan di Sacchi. Abbiamo superato la linea di metà campo solo due volte e abbiamo segnato due volte. Baggio ne fece uno e segnò l’altro. E non era solo una difesa. Erano Baresi, Maldini, Costacurta e Tassotti".
Chiusura su Maradona: "Potevi marcare a zona ma, se gli davi spazio, ti distruggeva. Potevi marcarlo a uomo e ti distruggeva comunque. Se gli mettevi uno, due, tre uomini in marcatura per lui faceva lo stesso. Il risultato era sempre lo stesso. Era inarrestabile".
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