"Dries, ma è sempre così?", Lukaku: "Lo chiesi a Mertens, mi diede conferma"
Romelu Lukaku ha raccontato un retroscena inedito su Dries Mertens, suo connazionale e grande amico, anche fuori dal rettangolo verde.

L'attaccante del Napoli Romelu Lukaku, attraverso l'intervista rilasciata ai microfoni di Radio Crc, ha parlato della grande emozione vissuta allo Stadio Maradona, al suo esordio e al primo gol con la maglia della squadra azzurra allenata da Antonio Conte.
L'emozione al primo gol al Maradona? "Quando sono entrato durante il riscaldamento non ho mai sentito un calore così dai tifosi. Dopo la partita chiesi a Mertens: "Dries, ma è sempre così?". Lui me lo confermò. L'urlo dei tifosi, sapevo che avremmo vinto la partita. Quando i tifosi ti spingono e gli avversari sono infastiditi, è finita: è una questione mentale, ti dà una carica in più. Quanto è importante la comunicazione tra attaccanti? Moltissimo, è fondamentale tra noi tutti. Raspadori ed io adesso, Simeone anche, dobbiamo parlarci sempre: ognuno ha qualità diverse, ma sappiamo giocare tutti insieme".
"Questo rende più facile anche le scelte per l'allenatore, se ci parliamo sempre e lavoriamo per la squadra, alla fine i risultati arrivano. Poi abbiamo un gruppo speciale, ogni martedì giochiamo ai videogiochi e facciamo i tornei di Call of Duty in 10-12: siamo veramente un gruppo dentro e fuori dal campo. Gioco ai videogiochi anche con i miei figli, ad esempio Fortnite e i videogiochi calcistici. Se lo vedo calciatore? Quest'anno è il suo secondo anno all'Anderlecht: si sta divertendo, ma vuole giocare in attacco e non in difesa. Sicuramente è più tecnico di me, all'Anderlecht lavorano tanto: io non parlo con gli allenatori". Ha concluso Lukaku.








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