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Domenico Penzo: il primo 9 dell'era Maradona. Intervista alla sua comparsa in "Sueno bendito"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Domenico Penzo: il primo 9 dell'era Maradona. Intervista alla sua comparsa in Sueno bendito

Alcuni episodi della serie su Diego Armando Maradona distribuita da Amazon Prime sono stati girati a Napoli. Intervista a Fabio De Martino, uno degli attori che ha partecipato alle riprese nelle vesti di calciatore.


"Maradona: Sueno bendito", la serie distribuita da Amazon Prime racconta la vita di Diego Armando Maradona. Il lungo percorso ripercorre le imprese e le cadute del campione argentino. Spazio, ovviamente, anche al suo periodo napoletano. I suoi anni di militanza partenopei sono stati decisivi per la creazione del suo mito. L'episodio denominato "Vesuvius" è stato interamente girato a Napoli e dintorni. Alla realizzazione dell'episodio hanno preso parte anche tanti attori italiani e napoletani. Il primo "9" dei tempi di Maradona fu Domenico Penzo nella serie è stato interpretato da Fabio De Martino (di professione chinesiologo e personal trainer). Ad AreaNapoli.it ha raccontato la sua esperienza e le sue emozioni. La serie nonostante alcuni errori è ricca di particolari ed ogni personaggio e cosa sono stati scelti con grande cura.

Come è nato l’approccio con la serie tv e la scelta di dover interpretare il primo numero 9 dell'era Maradona?


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"Settembre 2019: al tempo vivevo a Genova per lavoro, ma ero già in procinto di trasferimento nella mia città, Napoli, dove di lì a breve avrei fatto definitivamente ritorno. Leggo nei giorni antecedenti alla partenza un annuncio su di un gruppo Facebook che recita ‘per importante serie tv internazionale su Diego Armando Maradona si cercano giocatori di età compresa tra i 20 e 35 anni, senza tatuaggi, piercing, doppi tagli e fisicità di riferimento ai calciatori degli anni‘80. Poiché le mie caratteristiche fisiche rispettavano nella totalità tale identikit, decisi dunque di inviare le foto richieste e dopo pochi giorni fui convocato per un provino presso il centro sportivo ‘La Paratina’ di Chiaiano (NA). Quasi alla leggera mi recai al campo abbastanza ignaro sul da farsi e sull’importanza del ruolo da ricoprire come compagno di squadra del protagonista Maradona alias Nazareno Casero. Dopo diverse prove di abilità riprese dalla videocamera della produzione argentina, fummo selezionati in base alla somiglianza del volto, della stazza fisica e del ruolo (fui sorpreso infatti delle dettagliatissimi requisiti tecnici e non da dover rispettare). Ebbene, dopo circa un paio di settimane mi ritrovavo in Baviera stavolta, per la precisione a Monaco per l’Oktoberfest: nel mentre ero sugli spalti dell’Allianz Arena per seguire Bayern Monaco – Hoffenheim, tra un wurstel e una birra, giunge un messaggio sul mio cellulare per avvisarmi dell’esito positivo del provino e la convocazione per la prova costume che si sarebbe tenuta presso l’ex base Nato di Bagnoli. In quella sede ebbi per la prima volta l’opportunità di poter indossare una fedelissima riproduzione delle maglie della mia squadra del cuore unitamente alla gratitudine per essere stato scelto come compagno nel tridente d’attacco assieme all’altro argentino Daniel Bertoni (nella serie l’attore Ezequiel Stremiz) nel primissimo Napoli di Maradona e non magari, come capitato ad altri miei compagni di avventura ai provini, a far da comparsa in altre squadre avversarie. Onorato di poter partecipare a questa esperienza ci recammo poi presso lo Stadio San Francesco d’Assisi di Nocera Inferiore (SA) per una tre-giorni di riprese alquanto emozionanti". 

Puoi descriverci per l’appunto l’emozione di sentirsi, anche se solo in un film, al fianco di ‘Maradona’ con la maglia del Napoli? 

"A distanza di ben due anni dalle riprese abbiamo finalmente avuto modo di visionare le scene in cui ero coinvolto. Sappiamo che per motivi legali e burocratici, oltre che legati al Covid ed alla morte dello stesso Diego (a quasi un anno di distanza) hanno purtroppo ritardato l’uscita della serie tv, ma rivivendo quelle immagini attraverso gli episodi di Amazon Prime Video è come se il tempo risultasse essersi fermato ed è la stessa sensazione provata allora: catapultati sin dalla preparazione, dal trucco alla musica di sottofondo mentre costumisti e parrucchieri ci preparavano, si respirava in ogni momento l’essenza degli anni ’80, di una Napoli in fermento ed una volta messo piede sul terreno di gioco sembrava di vivere (la prima volta per me essendo nato un mese esatto dopo il primo scudetto) le domeniche calcistiche dell’epoca e le sfide che hanno negli anni successivi a grandi trionfi e magie". 

L’ultima giornata di campionato ha visto affrontarsi Napoli ed Hellas Verona. Nella serie viene narrata la prima partita di Maradona in Italia, proprio in trasferta contro gli scaligeri… potresti raccontarci qualche dettaglio dell’esordio di Maradona al Bentegodi realizzato all’esterno dello stadio di Nocera? 

"Avrei tanti aneddoti da raccontare su quei tre giorni di riprese.. credo però che la scena più significativa sia quella del pre-gara di Verona con l’assalto dei tifosi veronesi al pullman del Napoli, sul quale vennero lanciate uova, acqua, pietre, fumogeni, oltre ad insulti, improperi ed epiteti di vario genere. Così, Maradona si rese sin da subito conto del clima ostile del nord nei confronti del sud in Italia, cosa che aveva già vissuto nella precedente esperienza a Barcellona dove i sudamericani, denominati dai catalani con l’appellativo dispregiativo di ‘Sudaca’, non erano per nulla graditi. Il terreno di gioco decreterà poi un sonoro 3 a 1 per quello che divenne l’esordio con sconfitta peggiore che il campione argentino potesse mai aspettarsi. C’è da dire ahinoi che in circa 40 anni le cose non sembrano esser cambiate molto, proprio come in occasione dell’ultimo match di campionato terminato per 1 a 1 allo stadio Maradona, in cui gruppi di tifosi gialloblu sostenevano, attraverso i loro beceri cori, l’esser meglio pakistani che terroni dando luogo ad una doppia discriminazione territoriale. Crediamo non abbia fatto assolutamente piacere a nessun protagonista di quella rosa azzurra, Penzo tra l'altre cose ha giocato in entrambe le squadre, di aver constatato a distanza di così tanti anni lo stesso odio, rimarcato nello stadio di colui che da queste parti sarà per sempre considerato ‘el D1Os’ del calcio e dei ‘napolitani’ come egli stesso amava chiamarci", conclude De Martino ad AreaNapoli.it.

FOTO ALLEGATE - "Maradona: Sogno Benedetto", la comparsa di Penzo (15 immagini)

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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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