Distaso: "Sarri-Juventus, scintilla mai scoccata: pazze idee in caso di clamoroso ribaltone"

Il club bianconero inizia a guardarsi intorno in caso di addio a Maurizio Sarri? Distaso immagini i possibili scenari.
Andrea Distaso, giornalista, sulle pagine di calciomercato.com ha analizzato il momento in casa Juventus dopo lo scivolone sul campo del Milan. Ecco quanto si legge: "La sconfitta contro il Milan ha lasciato il segno, ha riaperto una ferita che in una Juventus comunque avviata verso la conquista del nono scudetto consecutivo pareva rimarginata dopo i convincenti successi contro Bologna, Lecce, Genoa e Torino. Il clamoroso black-out di 5 minuti costato la partita contro i rossoneri - e la possibilità di spedire la Lazio a -10 - è diventato una pericolosa costante nella prima annata sotto la guida di Maurizio Sarri. Una tendenza manifestatasi in campionato già in un paio di occasioni, nei ko in rimonta subiti contro la Lazio e il Verona o nel pari interno contro il Sassuolo e persino nel pirotecnico successo interno per 4-3 sul Napoli di inizio stagione (da 3-0 a 3-3) prima dell'autogol di Koulibaly".
IL 'FALLIMENTO' DI SARRI - "La spia di una pericolosa abitudine a staccare mentalmente quando inconsciamente Ronaldo e compagni ritenevano di aver portato a termine il compito, un atteggiamento ben lontano dalla tradizionale ferocia che ha sempre contraddistinto la storia più o meno recente della Juve, nella quale non faceva eccezione il gruppo guidato da Allegri fino al passato campionato. Un limite, forse fisiologico in una squadra che viene da anni di dominio quasi incontrastato, che chiama in causa anche l'allenatore nel suo ruolo di psicologo e motivatore di campioni prima ancora che di guida tecnica. Sarri sembra non essere riuscito a fare presa su un gruppo in cui le personalità forti non mancano e che hanno accusato più di una difficoltà nel digerire metodologie di lavoro e una filosofia calcistica profondamente diversa rispetto agli ultimi anni. E anche per questi motivi, in casa bianconera la scintilla non è mai scattata del tutto col nuovo tecnico, inducendo a fare qualche riflessione per il futuro".
UN NUOVO ALLENATORE? - "La vittoria della Serie A ma soprattutto la rimonta sul Lione nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League (dopo la pessima prestazione e il ko subito in Francia) e il passaggio alla Final Eight diventano così degli snodi fondamentali nel rapporto tra Sarri e la Juventus. Il presidente Agnelli, che non avrebbe mai allontanato Allegri il maggio di un anno fa se non fosse stato per le pressioni esercitate dai fidati Nedved e Paratici, ora si aspetta una svolta decisa per non doversi pentire della scelta fatta un anno fa. E dover tornare sul mercato alla ricerca di un nuovo allenatore. Uno da Juve, come Zidane, il cui rapporto col Real Madrid e il presidente Perez rimane tribolato nonostante sia in testa alla Liga e potenzialmente ancora in corsa per la Champions. Come Pochettino, già sondato la scorsa estate e ancora a spasso dopo l'esonero per mano del Tottenham. O come Allegri, il cui ritorno sarebbe incredibile, per certi versi. E per altri no...".






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