Dimissioni CDA Juventus: arriva il commento di Umberto Chiariello
Lo speaker di Radio Napoli Centrale ha detto la sua su ciņ che sta accadendo in casa Juventus.

Umberto Chiariello ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Juventus ai microfoni di Radio Napoli Centrale, durante Un Calcio alla Radio. "In pieno Mondiale in Qatar accade una cosa mai vista nel calcio italiano: il CDA del club più importante d’Italia si dimette in toto con inchieste giudiziarie in corso, con accuse gravi che riguardano i bilanci stessi della Juventus su due filoni molto scivolosi come quello delle plusvalenze fittizie, gonfiate, a specchio e sui presunti stipendi differiti o risparmiati. Questo altera l’essenza stessa del bilancio e il CDA oltre a risvolti civilistici e penali individuali, potrebbero essercene di sportivi anche per la Juventus qualora questi reati venissero accertati. La prima cosa che ha fatto la famiglia Agnelli è mettere un suo uomo al vertice, colui che è al campo della Gedi, cassaforte mediatica del gruppo, nel momento in cui ha acquisito il suo portafoglio mediatico Repubblica e tutto il mondo di Repubblica, nonché L’Espresso, entrando a far parte della nebulosa famiglia Agnelli, è stata creata questa società che contiene tutto il mondo mediatico degli Agnelli".
Chiariello ha poi aggiunto: " Azzerando tutto si metteranno in mano a persone come il presidente della Gedi ed il nuovo capo della CDA sarà Gianluca Ferrero, uomo juventino di famiglia. Rivoluzione completa, così com’è avvenuto alla Ferrari. Andrea Agnelli è stato costretto? L’hanno costretto? È successo qualcosa? Tutte domande a cui proveremo a rispondere, ma lo scenario del calcio italiano adesso è cambiato. Ci sono tanti presidenti americani che si coalizzeranno, poi ci sono quelli storici, Lotito, Pozzo, Cairo e De Laurentiis che sono i presidenti che hanno rapporti, Percassi ha venduto al 60% agli americani, ma ha ancora potere gestionale".
"Il Milan ha un fondo americano, l’Inter è in attesa di proprietà, chi conta adesso? Chi ha il potere? O c’è un vuoto di potere che andrebbe occupato e forse è il momento di un commissionare a pieni poteri per poter cacciare via il calcio italiano dai sacchi di melma in cui vegeta. In questo momento è tutti contro tutti, ma nessuno comanda su nessuno: questa è la situazione ideale affinché il campo esprima i suoi valori".








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