Di Lorenzo: "Kvara, Conte, Lobotka: vi dico tutto. Ho comprato casa a Napoli"
Il capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio CRC, media partner della società di Aurelio De Laurentiis.

Giovanni Di Lorenzo, difensore e capitano del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio CRC. Di seguito le parole del terzino: "La partita col Lecce è difficile, i salentini sono alla ricerca di punti per la salvezza, sono motivatissimi anche per la tragedia che ha colpito il club salentino per la morte di Graziano Fiorita. Ci tengo a mandare un abbraccio alla famiglia del fisioterapista e a tutto il Lecce".
"Siamo un grande gruppo, trascorriamo tanto tempo insieme. In un campionato ci sono sempre tante difficoltà, ma tutto sta nel come si affrontano. E quando il gruppo è unito viene tutto in modo più semplice. La fascia destra del Napoli sta facendo bene, ormai certi meccanismi sono consolidati. Ma anche il resto della squadra sta disputando una grande stagione, i meriti vanno estesi a tutti", ha aggiunto Giovanni Di Lorenzo nel corso del suo intervento in radio.
Su Kvara: "L'ho visto ieri in Champions (il PSG era impegnato contro l'Arsenal, ndr), ho scambiato dei messaggi con lui e spero riesca a vincere. Sono molto legato a lui".
Sui nuovi acquisti: "Spesso sono io a muovermi verso di loro, per metterli a loro agio e per farli inserire, magari con un messaggio o una chiamata. Gli consiglio le stesse cose che dissero a me quando arrivai, la cosa fondamentale sia vivere la città come una persona normale e non sentendosi diversi. Io esco spesso in centro, scendo e non vivo male la città".
Sui leader: "Lobotka non parla tantissimo, ma è un leader tecnico. Vuole farsi dare il pallone, si assume le sue responsabilità. Poi gli altri leader sono i giocatori più esperti".
Su Antonio Conte: "Ho un grande rapporto con il mister, leale e sincero sia dal primo giorno. Mi ha chiamato dicendo che aveva bisogno di me e le sue parole sono state molto gradite. Antonio Conte è un allenatore forte, conoscevo le sue qualità avendolo visto da avversario e ora ho trovato solo conferme".
La partita più emozionante: "Il primo gol realizzato in questa stagione, quello col Bologna. Ricordo con affetto quella giornata".
Sulle origini: "Ho iniziato da attaccante, mi avevano soprannominato 'Batigol' in onore di Batistuta".
Sulla lotta scudetto: "Mancano quattro giornate alla fine del campionato e ci giochiamo tutto. Sembrava impossibile, ma grazie al lavoro siamo competitivi. Cercheremo di dare il massimo, siamo davanti e speriamo di tenere la testa della classifica".
Sul futuro: "A Napoli stiamo bene, le mie bambine sono bene in città e ho comprato casa qui. Sarò sempre legato a Napoli e alla sua gente".

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