Dello Iacovo: "Spalletti-De Laurentiis, ho una sola certezza. Kim cessione obbligata"

Rosario Dello Iacovo ha commentato l'intricata vicenda relativa al rapporto tra Spalletti e De Laurentiis.
Rosario Dello Iacovo, giornalista, sulla pagina Il Napulegno ha fatto il punto sulle voci relative al possibile addio di Spalletti al Napoli. Queste le sue parole: "Non lo so, davvero non ho idea di cosa ci sia dietro le parole di Spalletti che l'opinione generale interpreta come il preludio dell'addio. Gli scenari sono quelli di sempre, che possono essere alternativi o complementari: il rapporto personale con ADL, le possibili divergenze sul mercato, la voglia di andarsene da vincitore. Una cosa invece la so per certo: avrei preferito che tutto questo non accadesse. Sono altrettanto sicuro di interpretare la volontà della stragrande maggioranza dei tifosi del Napoli: ne avremmo fatto volentieri a meno".
Poi ha aggiunto: "L'estate scorsa e questa stagione sono però un punto di non ritorno, perché il campo ha detto che a dispetto delle critiche feroci, furiose, inappellabili, il campo ha dato ragione alle scelte della società. Ci sembrava che non esistesse futuro senza Kalidou Koulibaly, senza il rinnovo di Dries Mertens e Lorenzo Insigne, che la cessione di Fabian Ruiz sarebbe stata dolorosa. Nessun futuro, o comunque un futuro lontano nel tempo, affidandosi a calciatori che ci sembravano al massimo delle buone promesse. Invece oggi ci sembra inimmaginabile il Napoli senza Kim e Victor Osimhen. Eppure sul nigeriano tanti hanno detto detto peste e corna fino alla scorsa stagione".
"Con Spalletti - prosegue RDI - avremmo aperto un ciclo, dicono in molti affidandosi a una frase fatta del pallone. E io non lo so perché Spalletti sta deliberatamente scegliendo di sottrarsi a questo ruolo. So però che fra cessioni obbligate come quella di Kim che ha la clausola e quelle possibili come la partenza di Osimhen, il Napoli avrebbe tanti soldi a disposizione, in aggiunta ai proventi record di questa stagione. Più che sufficienti per allestire una squadra competitiva".
Infine ha concluso: "Sarà il campo, come sempre, il giudice supremo. Ma si vedrà a tempo debito. Penso che abbiamo ancora tutto il diritto di goderci le ultime due partite di una stagione che ci ha visti laurearci campioni d'Italia. A me basta questo, erano 33 anni che aspettavo. Per le polemiche, poi, eventualmente, ci sarà tempo".








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