Delehaje: "Con Maradona in studio battevamo Rai 3. Mariano Piscopo e l'aneddoto dei Mars"

Arnaldo Delehaje, noto regista, ha raccontato tanti aneddoti legati alla trasmissione SuperSport10 a cui partecipava Diego Maradona.
Arnaldo Delehaje, regisa televisivo e cinematografico che diresse il famoso programma Super Sport 10 che vide ospite Diego Armando Maradona per oltre 30 puntate, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, con la partecipazione di Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "La trasmissione nacque con il marchio canale 10 che doveva essere lanciato. Diego Armando Maradona era il numero 10 per eccellenza e scegliemmo lui per rappresentarci. Allora era già il più grande di tutti e per Napoli, non fu impresa semplice prenderlo. Io lo avvicinai insieme ai fratelli Abate, gli editori, e decidemmo di investire su di lui. Fu molto carino e disse: "Il mio desiderio è quello di avere una Ferrari, una F40 nera, trovarla fu veramente un'impresa. Così arrivammo a Boniperti e mi presentò addirittura al gruppo Ferrari, ce n'erano solamente due, il prezzo era appena di quattrocentocinquanta milioni (ride, ndr)".
Poi ha aggiunto: "Noi eravamo un network del Sud, però 450 milioni per trenta puntate era una cifra non indifferente, aggiungendoci le spese, diventò molto oneroso. Lo sponsor principale fu la Mars, dava quei bei biscotti caramellati che si attaccavano sotto le dentiere degli anziani (ride, ndr). Io nel patto con Maradona dissi che doveva mangiarsi due Mars nel corso della trasmissione, con le bestemmie di Diego, perché si attaccavano sotto al palato. A seguire alla Mars vennero tutti gli altri sponsor, il programma alla fine del primo ciclo portò un miliardo. Diego mi diede l'esclusiva di tutte le sue interviste, non parlava con nessuno se non chiedeva il permesso a noi. Diego ha rispettato tutti gli accordi con noi, era presente ad ogni puntata. Perché c'era una penale se non si presentava. Pensate il nostro stress dopo ogni partita a seguire Diego, perché il giorno dopo doveva stare in trasmissione da noi. Claudio Niola è sempre stato il mio aiuto regista da sempre, in tutti gli spettacoli che ho fatto, mi ha sempre affiancato. Con Diego aveva un compito particolare, lui doveva andare a trovarlo a casa, creare la scaletta e tutto con lui. La prima volta che abbiamo discusso la scaletta, Diego si sedeva alla mia destra, era superstizioso, venne in pantaloncini all'Hotel Paradiso. Come ho visto la coscia di Diego gli dissi: "Chisto è 'nu presutto", con due mani non riuscivo ad abbracciarla, era grandioso. Mariano Piscopo? Conosciamo tutti il suo genio e la sua sregolatezza, discutevamo con Diego, con gli ospiti, Mariano in trasmissione cambiava tutto. Più di una volta l'ho incastrato nel muro ho detto: "Basta, la devi smettere. Me faje ascì pazzo". La presenza di Diego la dovevamo al cinquanta per cento grazie a Mariano Piscopo, lui l'ha contattato e l'ha portato da noi. C'era anche Serena Albano, la selezionai quando stavo a Tele Napoli nel 1975 tra tante bellissime ragazze, aveva grandi doti di presentatrice. Audience? Ci iscrivemmo all'Auditel, il giorno dopo davo tutti i dati per dimostrare investimenti e professionalità. Superavamo sempre Rai 3 e Tele Montecarlo. Battevamo tutti quanti, su trenta puntate di ogni ciclo, è mancato solo tre puntate. Potrei raccontarvi tanto dell'uomo Maradona".







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