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De Siervo: "In Serie A è accaduto un fatto storico"

L'amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo ha parlato del campionato italiano soffermandosi sulle differenze con la Premier League.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

19/11/2024 13:28 - Interviste
De Siervo: In Serie A è accaduto un fatto storico

Nel corso del "Social Football Summit 2024", è intervenuto l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo. Queste le sue parole riportate da TMW: "Io sono l’interprete di un gruppo di lavoro, siamo stati chiamati cinque anni fa per cambiare il paradigma. La Lega Serie A è la Confindustria delle 20 società più importanti d’Italia, abbiamo cercato di riposizionare il campionato italiano competendo con le altre leghe e con tutte le altre forme di intrattenimento. Abbiamo fatto un’analisi guardando alla Premier League e a quanto sta facendo di buono la Liga, ma guardiamo anche grandi leghe come NBA e NFL e le piattaforme come Amazon e Netflix. Abbiamo un campionato incredibile con sei squadre in due punti in testa e otto squadre in quattro punti in coda. Ci sono state quattro squadre vincitrici negli ultimi cinque anni, è un fatto storico. Abbiamo cambiato tutto, dalla struttura del calendario per fare lo slalom tra i 340 vincoli sulle dispute delle partite e l’aumento delle partite delle nazionali e la saturazione del mercato con le competizioni europee per club. Dobbiamo contare anche i viaggi delle varie società, stiamo gestendo un elemento fondamentale caro a tutti noi".

"Spesso raccontiamo che il calcio è un grande romanzo popolare, Sky e DAZN stanno facendo un grande lavoro. Dobbiamo preservare un patrimonio che è di tutti; abbiamo sistemato le regole e siamo il campionato che investe di più nelle tecnologie. Dal tanto vituperato VAR al fuorigioco semi-automatico e tutti quei prodotti che rendono più credibile il prodotto. Il campionato di calcio ha 16-17 stadi e prima il segnale arrivava a ogni pullman presente negli stadi. Abbiamo scelto di veicolare tutto all’interno di un’unica struttura a Lissone, tra Monza e Milano. È una grande sala conferenze con delle sale VAR che hanno un contesto perfetto. Trasferire i segnali dentro un centro di produzione ci ha permesso di creare un vero e proprio centro dove possiamo controllare non solo la regia della gara ma creando un prodotto in un contesto difficile con una Serie A con stadi fatiscenti e con angoli visuali complicati. Siamo a livello di qualità di immagini pari alla Premier League, dobbiamo lavorare sulla capacità di trasformazione dei nostri stadi. Il calcio è un elemento di conversazione diffusa, la Premier League era dietro la Serie A".


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Cosa è mancato come sistema? "Non abbiamo investito sulla costruzione di una lega forte ma lavorando sull’individualità della singola società. Siamo mancati nell’internazionalizzazione del brand, ora abbiamo riattivato questo sistema ma in colpevole ritardo. Sui diritti nazionali non c’è grande distanza, ci sono sei milioni di abbonati tv in Inghilterra e pagano cifre più alte. C’è il tema della pirateria, ma questo è un argomento culturale. Il vero punto su cui tutti hanno perso una battaglia è l’estero. Gli inglesi hanno avuto le prime proprietà internazionali con investimenti fuori scala, questo ha consentito a quel calcio dopo la riforma Tatcher di ripulire gli stadi. Si stanno vedendo i primi risultati adesso a livello di stadi in Italia grazie anche al lavoro del governo e del Ministro Abodi per ammodernare gli stadi, basti vedere lo stadio dell’Atalanta".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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