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De Rienzo: "Napoli, ci mancava solo la lotta intestina. Il vincente non si adagia sul successo"

La giornalista di Sportitalia sullo spogliatoio del Napoli: " Quando le cose vanno male, si cominciano a cercare i colpevoli, cominci a non sopportare più chi è al tuo fianco"


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

22/04/2024 14:00 - Interviste
De Rienzo: Napoli, ci mancava solo la lotta intestina. Il vincente non si adagia sul successo
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Jolanda De Rienzo, giornalista e conduttrice di Sportitalia, ha parlato a 1 Football Club, programma di 1 Station Radio. "Lotta intestina allo spogliatoio del Napoli? Ci mancava soltanto la lotta intestina… Credo fosse scontato che accadesse questo. Quando le cose vanno male, si cominciano a cercare i colpevoli, cominci a non sopportare più chi è al tuo fianco. Me lo aspettavo, anche se non in maniera così tragica. Credevo ci si potesse aggrappare a qualche spiraglio di luce. Il cambio Mazzarri-Calzona, però, è stato l’inizio della fine. C’è stato lo shock, Spalletti, poi lo shock Garcia. È arrivato Mazzarri che, con tutti i suoi difetti, era un tecnico che cercava soltanto di lavorare, senza scaricare le colpe su nessuno. Era innamorato di Napoli, ma avvilito nel non riuscire a trovare una soluzione. Calzona ha cercato di risolvere gli stessi problemi ma con troppa superficialità”.

E ancora: "È fondamentale finire il campionato in modo dignitoso? Il problema è che nessuno ci crede più, in primis i giocatori. Il tecnico ha smesso di crederci da settimane. Vorrei essere ottimista, ma il problema più grave è che abbiamo a che fare con persone che non combattono. È una battaglia che loro non vedono propria. Se lo stesso Di Lorenzo non la vede sua, dove vogliamo andare? Stiamo parlando di un giocatore che abbiamo sempre elogiato per il suo legame con il progetto, per la sua diligenza”.


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"Se fosse un calciatore azzurro, sentirebbe forte la necessità di scusarsi con una piazza che l’ha sempre sostenuta? Credo che l’impegno non basti sempre. Se la si pensa così, vuol dire che non si sono capiti i principi del calcio. Se, per cercare di raggiungere un obiettivo, anche con il massimo impegno, coinvolgo altre persone, al mancato raggiungimento sono tenuto a scusarmi con queste. Ci dovremmo chiedere perché non si sentono obbligati a chiedere scusa. Forse, è perché non sono dei vincenti".

"Il vincente non si adagia sul successo, ma si mette in discussione ogni stagione, puntando alla vittoria. Un vincente, dopo una stagione come questa, chiede scusa ai tifosi. Mi chiedo come si faccia a non capire il valore delle persone che ti sostengono. Anche io, nel mio lavoro, sono sempre grata a chi mi segue, a chi mi sostiene”.


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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