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De Luca: "Zona rossa in Campania demenziale", poi attacca Draghi


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Pubblicato nella sezione Interviste
De Luca: Zona rossa in Campania demenziale, poi attacca Draghi

Vincenzo De Luca critica la scelta di confermare la Campania in zona rossa: "Se la gente si arrabbia fa bene, ma fa male a usare la violenza".


Consueto intervento del venerdì di Vincenzo De Luca. Il Governatore della Campania ha fatto il punto sull'emergenza Covid. "Dobbiamo mantenere i nervi saldi andiamo avanti con decisione, senza clima di angoscia che non ha motivo di esistere. Sono state inoculate milioni di dosi di AstraZeneca e i problemi sono stati molto rari. Noi, nel frattempo, abbiamo somministrato un milione di vaccinazioni, quasi il 40% ha avuto anche la seconda dose. In Campania non abbiamo avuto problemi di particolare scorrettezza. Non c’è stato accordo con categorie professionali, scavalchi, siamo andati avanti con correttezza. Tuttavia ancora oggi siamo quelli che hanno avuto meno vaccini: il 22% rispetto alla popolazione. Ultima in Italia. Abbiamo 210mila vaccini in meno rispetto a quelli che dovremmo avere".


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De Luca aggiunge: "Oggi ci diranno che siamo in zona rossa per criteri di pura demenzialità come l’Rt, l’indice di contagio. Mentre tutti gli altri parametri da noi sono ottimi, siamo all’avanguardia su ospedali e abbiamo il più basso tasso di mortalità. Da noi gli ospedali non si sono mai fermati. Comunque, settimana prima o dopo, usciremo anche dai colori. Se la gente si arrabbia fa bene, ma fa male a usare la violenza. Chiudi il barbiere e il ristorante e poi vedi tanta gente in strada. Se si chiude va bene, ma si chiude tutto e si fanno i controlli".


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Poli la critica al premier Draghi, chiamando in causa anche il presidente della Repubblica. "Ho ascoltato ieri grido di dolore e di indignazione del presidente del Consiglio rispetto a qualche trentenne che ha scavalcato gli ottantenni io nel rispetto di queste figure istituzionali e parafrasando il grido di dolore di Draghi, dico a mia volta: con quale coscienza si può togliere ai campani una quantità di 210mila dosi di vaccino. Oppure 47 euro per cittadino in meno all’anno per la sanità o 15mila dipendenti in meno nel sistema sanitario. Mi auguro che questo mio grido di dolore sia accolto dal governo e da Draghi. Così come mi rivolgo a Mattarella: come si può accettare che venga calpestato l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza dei cittadini. Perché di questo si tratta quando parlo di vaccini, fondi o sanità".


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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