De Laurentiis: "Restyling Maradona, i soldi li metto io. Il centro sportivo..."
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto nel corso di un evento organizzato da Fratelli d'Italia.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine di un evento di Fratelli d'Italia. Di seguito le sue parole: "Quando sono arrivato, in Germania rappresentavano Napoli con un piatto di spaghetti e una pistola".
"Abbiamo cercato attraverso il nostro lavoro di restituire alla città il prestigio che merita. Sapevamo che il Comune, a causa della sua situazione debitoria, non avrebbe potuto aiutarci. Solo con l’arrivo di Manfredi la situazione è migliorata e oggi vediamo qualche spiraglio positivo. La città ha altre priorità, non posso chiedere al sindaco investimenti infrastrutturali. Il Napoli ha saputo costruire un progetto vincente, investendo oltre 1 miliardo e 200 milioni per acquistare grandi calciatori", ha riferito De Laurentiis.
"Siamo stati uno dei pochi club in Europa a mantenere i conti in ordine, un risultato che in Italia è stato raggiunto solo in Inghilterra. La gestione dello stadio è un tema cruciale: pur avendolo a disposizione solo nei giorni delle partite, abbiamo dimostrato di saperlo valorizzare. Mi auguro che Napoli non sia più matrigna e diventasse finalmente una città più aperta e moderna. Da due anni sto cercando un'area per il nuovo centro sportivo, perché tra un anno dovrò lasciare Castel Volturno. Sto cercando circa 20 ettari per costruire 10 campi di calcio, oltre a 7.500 metri quadrati di strutture aggiuntive", le parole del patron.
Poi il messaggio alla Meloni: "Le chiederei di prestare attenzione al calcio. Esiste una legge che permette di costruire stadi con supporto finanziario per riequilibrare il sistema economico del settore. Le soprintendenze non dovrebbero interferire, perché lo sport non riguarda il loro ambito. Serve un intervento diretto da parte del governo".
Sul Maradona: "Mi dispiacerebbe lasciarlo e stiamo facendo il possibile per restare. Il problema, oltre ai parcheggi, riguarda anche gli spazi commerciali. Vorrei uno stadio da 65mila posti per i tifosi di casa e 3mila per gli ospiti. Bisogna valutare il livello di usura dello stadio Maradona: costruito nel 1959, è stato poi stravolto nel 1990. Il professor Cosenza ci aiuterà a capire cosa sia necessario fare. I fondi per il Maradona li metterò io, ma la fattibilità dei lavori dipende dalle verifiche in corso. Ho posto la seguente domanda ad Abodi: perché fare controlli inutili per capire se Napoli potrà ospitare tre partite di Euro 2032? Dovrebbe stabilire una scadenza: se Napoli non completa il restyling entro il 2029, si scelga un'altra città. Tra un anno non saremo pronti. C'è il problema legato al commerciale come detto sul restyling Maradona. Dove vado a fare il centro commerciale al Centro Direzionale? L'ho chiesto sette mesi fa, mi è stato negato".
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