De Laurentiis: "Quarto Scudetto è stato incredibile. Vi svelo come acquistai il Napoli. Conte? Alle Maldive 10 anni fa"
Aurelio De Laurentiis si è raccontato in una lunga interessante intervista alla CBS: "

Aurelio De Laurentiis è alla guida del Napoli da oltre 20 anni, ha raggiunto risultati strepitosi con il club azzurro. Il presidente della compagine partenopea si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di CBS. Tanti gli argomenti trattati.
De Laurentiis racconta come acquistò il Napoli
L'acquisto del Napoli nel 2004: "Ero a Los Angeles, stavo girando un film con diversi attori importanti era il 2004. E come sempre in alcuni momenti, mi sono detto che avevo bisogno di 3 settimane di vacanze estive, era Agosto e andai a Capri. Quando sono arrivato a Capri, mi hanno portato un quotidiano e vidi che un ragazzo stava comprando il Napoli per 5 milioni di euro. Comprare il Napoli? Ma come? Allora chiesi ad un ragazzo e mi disse: “il Napoli non esiste più! Sono andati in bancarotta! Vuoi comprarlo mi dissero? Dissi calma…calma. Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline dissero “ma sei pazzo? Non sai niente sul calcio!” Cari amici, sono un uomo di business, è una nuova avventura, molto divertente. Misi dei soldi sul tavolo ma acquistai solo un pezzo di carta, non c’erano i giocatori! Non esisteva più niente! Non sapevo da dove iniziare. La federazione mi disse che siccome ero io, dovevo iniziare dalla Serie C, non dalla Serie A. Praticamente iniziammo con un profondo viaggio nel sud Italia…l’inizio fu terribile: ho passato ore chiuso negli spogliatoi degli stadi perché la gente voleva aggredirmi! Loro non erano mai stati in serie C. È stato molto difficile, ma per me è stato come il migliore film della mia vita. Ci abbiamo messo 3 anni per tornare in Serie A ma finalmente risalimmo. Ero molto sollevato e fiero di me stesso, perché senza capire niente di calcio, piano piano con umiltà ho iniziato a capire piano piano e abbiamo avuto successo! Siamo stati l’unico team a partecipare per 15 anni consecutivi alle competizioni europee. Oggi la relazione con i tifosi è fantastica, sono tantissimi!".
Serve rinnovare il calcio
La vittoria di due Scudetti partendo dalla Serie C? "E stato difficilissimo, il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo! La nuova generazione è velocissima, sono cresciuti con i telefoni, loro hanno la passione ma non la pazienza! Loro non riescono a vedere una partita per 2 ore davanti al televisione, se vengono allo stadio si... ma davanti alla Tv no! C’è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25' e 25' consecutivi con il tempo effettivo come nel basket! Oggi nel calcio gli arbitri decidono quanto recuperare, io lotto con la FIGC perché quest’arbitro non era bravo, quello fa così, l'altro fa così…è un’anarchia! Non è buono, per lo sport soprattutto! Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che sembrano i proprietari del calcio! Stronzate! É poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono!".
Si giocano troppe partite
Ridurre il tempo di gioco? "Nel 1986 eravamo solo 16 squadre in Serie A, poi siamo diventati 20, ma anno per anno il numero delle partite è esploso. Perché ognuno vuole una medaglia! La UEFA vuole fare più soldi, così fa competizioni più lunghe, poi dopo l’arrivo del Re infantino abbiamo fatto il mondiale per club! I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti si suicidano! Puoi farlo per una stagione ma come possono resistere? Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico ma se gli dici: Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno? Direbbe: assolutamente no!".
Quindi credi che debba essere cambiato l’intero sistema? "Numero 1, i soldi guadagnati dovrebbero essere dei club non della federazione! Questa è la prima distinzione da fare, perché UEFA fa troppi soldi e anche la FIFA. Loro dicono si ma noi distribuiamo ma non è cosi! Loro mentono! Non dicono la verità!".
Il Napoli guadagna molto meno delle altre big
Cos’è stata la cosa più difficile? Ti domando, quando eri in C, è stato più difficile salire in A o poi vincere lo scudetto una volta arrivato in A? "Non è difficile, noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto del Real, del Psg, City, United, e così è veramente difficile essere in competizione con loro. Questo è il problema! Cosi noi siamo stati molto attenti nella gestione economica del club. Siamo stati fino ad ora capaci per competere e a mettere la vita difficile agli altri!. In ogni caso, la mia intuizione di Sarri era solo un’idea che ho avuto e si è rivelata un'idea vincente! Come con Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte che sono il meglio del meglio! Per convincerli a venire con noi non è stato facile ma è stata una grande intuizione e abbiamo avuto la capacità di farlo e lo faremo anche in futuro!".
Il rapporto con Conte
Il rapporto con Antonio Conte? "L’ho incontrato alle Maldive 10 anni fa, abbiamo fatto il bagno insieme e mi ha affascinato il suo modo di vedere il calcio. Siamo stati amici per tanto tempo, quando ho avuto il problema con i 3 allenatori l’ho chiamato e lui mi ha detto “Aurelio vengo, ma voglio partire da zero, non venire in corsa. Non conosco i giocatori”. Così è stato, lui poi è venuto e ha vinto il quarto scudetto!".
La stagione del quarto Scudetto
Dal decimo posto allo Scudetto? "È stato un thriller, il terzo scudetto era scritto, non fu una sorpresa, dovevamo capire solo quando sarebbe accaduto"
Quali sono state le tue sensazioni alla vittoria del primo scudetto? "Sono stato molto emozionato nel vincere il secondo scudetto, perché è stato fino alla fine ed era come vivere in un casino. Incredibile".
Cos’era speciale nella squadra? "Numero uno, abbiamo avuto tantissimi giocatori, tutti giocavano per la maglia, per Conte. Lo si vede nel film, Conte urlava ed era eccitato ogni partita, e chiedeva a tutti quanti di non mollare mai. Perché se ci fosse stato un momento di distrazione, gli altri ci avrebbero mangiato. Questo è il mio punto di vista, Conte è un grandissimo motivatore".
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