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De Laurentiis nel ritratto di Colella: "Nè imprenditore, nè presidente di calcio"

"E' genio e sregolatezza, grande intuito e conoscenza degli uomini ma anche capate pazzesche", le parole del noto avvocato.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

11/09/2024 15:36 - Interviste
De Laurentiis nel ritratto di Colella: Nè imprenditore, nè presidente di calcio

Mario Colella, apprezzato avvocato e tifoso del Napoli, con un lungo post ha tratteggiato la figura di Aurelio De Laurentiis, presidente del club partenopeo che ieri ha festeggiato i 20 anni di presidenza. Queste le sue parole: "Nel valutare i meriti, tanti, e i demeriti, qualcuno (ma qualcuno di peso), di Aurelio De Laurentiis, occorre tener presente due elementi. Il primo. Aurelio non è il presidente di una società di calcio, non è nemmeno un imprenditore. La verità è che lui è una rockstar. Dunque è genio e sregolatezza, grande intuito e conoscenza degli uomini ma anche capate pazzesche, dispetti, sfanculamenti, megalomania. Prevale sempre, alla fine, una certa razionalità: dunque più un Mick Jagger che un Lou Reed. Ma attenzione ad accendere l'Aurelione, come qualcuno ha provato anche di recente (giocatori, agenti), sono fuoco e fiamme, calci in bocca e palle in testa (a volte anche autolesioniste). "If you start me up/If you start me up, I’ll never stop"...

"Il secondo. Sì può e si deve raffrontare la stagione, sino ad ora bellissima, del nostro rocker con quella di chi l'ha preceduto. Non parlo del fallimento ma di prima. Parlo di Ferlaino, di Diego Maradona. Naturalmente sono due scudetti e l'arrivo a Napoli di una divinità che oggi è un brand, per il Napoli e per Napoli. Il raffronto - spiega Colella - deve però avvenire considerando che Aurelio, sia pure con la forza del brand, ha fatto tutto da solo o quasi. La città che porta Maradona a vestire d'azzurro è una città politicamente potente, con una DC che poteva tutto e condizionava la politica nazionale, con banche, ecc... Sì, la società stava più scamazzata e oggi abbiamo giovani, attività, b&b, turismo, movida, appeal internazionale - tutte cose su cui, e qui prevengo i lagnosi cronici, occorre lavorare - ma la politica cittadina di allora contava, eccome. È un punto a favore di ADL, senza nulla togliere a Ferlaino. Di cui peraltro molti di quelli che lo hanno spesso contrapposto, come un "presidente del popolo", al "romano" (in realtà americano, perché il rock e Hollywood stanno di casa lì), dimenticano che pure il buon Corrado ebbe contestazioni e perfino un'auto incendiata. Perché Napoli è incendiaria. E pure ADL lo è. Forse è per questo che, alla fine, gli riesce di spegnere ogni dissenso, anche il più feroce (si vedano i post di queste ore di tante pagine di, un tempo, detrattori). E come cantava Neil Young, "rock and roll will never die".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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