De Laurentiis: "Il Napoli non è in vendita! Non sono romano, sono originario di Torre Annunziata"
Nella sua lunghissima ai microfoni di Kiss Kiss Napoli Aurelio De Laurentiis ha voluto ribadire alcuni suoi concetti personali.

Intervista fiume da parte di Aurelio De Laurentiis a Kiss Kiss Napoli, tanti gli argomenti toccati dal patron della SSC Napoli. "Leggo degli articoli in cui si cerca fare il consultivo dei valori delle mie società. Il patrimonio della Filmauro. Basterebbe dire che abbiamo fatto 4 'Amici miei', se io volessi farne quattro serie, io potrei campare di rendita per i prossimi trent'anni. Quando poi qualcuno si permette stupidamente di parlare dei cinepanettoni, io dico che siamo stati talmente bravi come osservatori di un clima italico discutibile, criticandolo per trent'anni. Abbiamo coniato anche il termine 'cinepanettone', è nella Treccani. Il Guinnes dei primati ci ha mandato anche un premio come serie più longeva".
Ma lo vende o non lo vende il Napoli? "Nel 2017/18 ho rifiutato un'offerta di 900 milioni di dollari e da un anno e mezzo ho tantissime offerte, tutte rispedite al mittente. Ho ricevuto tre offerte da tre fondi per il Bari, anche queste tutte rispedite al mittente. L'ultima offerta che mi è arrivata sul tavolo, da 2,5 miliardi di euro per tutto il mio gruppo, pure l'ho rispedita al mittente: posso restare e divertirmi ancora?".
Poi ancora. "Ma poi basta quando mi si dice 'il romano'. Io vengo da una famiglia irpina, che si è stabilita poi a Torre Annunziata. Ci siamo trasferiti poi a Roma, poi negli States, portando il concetto della napoletanità in giro per il mondo. Io amo Napoli, Londra e Los Angeles. Questa cosa di me e Roma mi ha sempre dato fastidio".








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