De Laurentiis contro gli ultras: "Hanno radice mafiosa. Visto tutti cosa è successo con l'Inter"

Il presidente del Napoli lancia un duro attacco alle frange estreme del tifo organizzato, chiedendo un intervento drastico alle istituzioni.
Tornano a far discutere le parole di Aurelio De Laurentiis, che ha affrontato senza filtri il delicato tema della gestione degli stadi e del rapporto con i gruppi organizzati. Il patron azzurro, premiato dall'Associazione della Stampa Estera in Italia, ha puntato l'indice contro le infiltrazioni criminali nelle curve, richiamando lo Stato a un'assunzione diretta di responsabilità.
De Laurentiis contro gli ultras: "Senza illegalità negli stadi"
De Laurentiis ha sottolineato il valore sociale e formativo dello sport, tracciando una linea netta tra il tifo sano e i condizionamenti delle frange estreme: "Perché sono contro gli ultras? Il calcio deve essere passione, partecipazione, è altamente educativo per i bambini. Non può esserci spazio per gli hooligans e per il concetto ACAB. Non puoi avere gruppi ultras di radice mafiosa, 'ndranghetista e camorrista. Finché questori, prefetti e ministri dell'Interno non prenderanno in mano la situazione, il problema resterà".
Il richiamo al caso Inter: appello di ADL sui tifosi
Per supportare la sua tesi, il presidente del Napoli ha fatto esplicito riferimento agli episodi di cronaca giudiziaria che hanno travolto il tifo milanese negli ultimi anni: "Avete visto cosa è successo all'Inter un anno e mezzo fa? Avete visto tutti, no? Questo è un altro grande problema". Parole chiare e perentorie che riaccendono il dibattito sulla sicurezza negli stadi e sulla necessità di estirpare definitivamente le dinamiche criminali dal mondo del calcio italiano.








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