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De Laurentiis: "Ricostruirò un grande Napoli, inizia nuovo capitolo. Conte? Stiamo calmi. Stadio? Niente Bagnoli"

Conferenza stampa fiume da parte di Aurelio De Laurentiis a Palazzo Petrucci, tantissimi gli argomenti toccati dal presidente partenopeo.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

16/05/2024 15:56 - Interviste
De Laurentiis: Ricostruirò un grande Napoli, inizia nuovo capitolo. Conte? Stiamo calmi. Stadio? Niente Bagnoli

Appuntamento a Palazzo Petrucci in via Posillipo dove Aurelio De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa in occasione della doppia presentazione dei prossimi ritiri estivi a Dimaro e Castel di Sangro. Lunghissima conferenza stampa che è durata circa due ore, tantissimi argomenti trattati. "Ringrazio tutti per la presenza di tanti giornalisti, oggi parleremo dei diritti di Dimaro e Castel di Sangro. So bene che voi siete ghiotti di notizie, ma al momento non ho notizie da darvi. Il nostro è un lavoro in fieri, ci sarà poi un'altra conferenza stampa dove parlerò di quello che dovremo seminare per il prossimo anno. La notizia che ci sarà un nuovo direttore sportivo che dovrebbe palesarsi al più presto è l'unica cosa certa che vi posso dire".

Poi ha aggiunto: "Mia figlia Valentina farà un sopralluogo in Trentino la prossima settimana per visionare le strutture, perché sono attese tantissime presenze come l'anno scorso dopo lo scudetto. Siamo passati da 80mila a 100mila, c'è grande partecipazione in questi ritiri. Come al solito, come ogni anno, a Dimaro ci saranno amichevoli con dilettanti e qualche squadra di serie C, con diversi calciatori ancora fuori dopo le Nazionali. Poi a Castel di Sangro, invece, avremo due o tre amichevoli di livello internazionale. C'è una bellissima novità: il sindaco Caruso mi ha promesso di inaugurare una nuova piscina bellissima". 


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Successivamente ha rilasciato altre dichiarazioni: "Stiamo ripartendo con una ricostruzione totale. Esse non possono considerare la temporalità, bisogna investire bene e ci vuole tempo. Non bisogna avere fretta. La scorsa estate non ho fatto proclami, si mettono fattori imponderabili come la sfortuna che viene meno nei momenti importanti. Io lo sapevo che quest'anno non potevamo lottare per lo scudetto, era nell'aria. Dopo una grande annata ci sta anche una più misera che serve per fare il punto. Forse ho sbagliato a mandare via Garcia? Chi lo sa, forse sì o forse no. Però mi prendo tutte le responsabilità di quest'annata. Adesso dovremmo scrivere un nuovo capitolo e lo scriveremo con la stessa attenzione che ha permesso a questa società di essere l'unica sempre in Europa per quattordici anni di fila. Se poi per un anno non dovessimo andarci non sarà mica una tragedia. Ci concentreremo solo sul campionato, respireremo e andremo avanti. Se si lavora con passione si fa sempre la cosa giusta". 

Poi ha parlato della questione nuovo stadio. "C'è grande voglia e attesa per presentare la nuova squadra e il nuovo allenatore. Le prime uscite saranno utili anche per vedere la nuova squadra all'opera. Nuovo stadio a Bagnoli? Il primo cittadino pensa al 2032, io devo pensare ad essere forte nell'immediatezza. Quindi ho pensato chi me lo facesse fare di andare in un territorio dove si dice 14, 18 mesi per due parcelle. Ci andiamo a mettere in un bordello totale per fare cosa? E se c'è il bradisismo che fa sgombrare tutti dallo stadio, succede il putiferio! Mi sono messo l'anima in pace, ho chiamato i miei architetti e voglio metterci al massimo due anni da quando inizieranno i lavori al vecchio San Paolo, oggi Maradona. Ho dato degli input agli architetti belli chiari. Punterò sul Maradona, sempre che il sindaco Manfredi non fa promesse a vuoto. La cosa bella di questo sindaco è che non c'è mai. Prima dell'elezione diceva che voleva farlo anche lui, mi dava una mano. Poi è sparito, è fantastico nella sua tattica sfuggente. Con il Comune di Napoli ho sempre fatto una fatica gigantesca, non sono mai d'accordo con il sindaco. Ad esempio De Luca quando dice una cosa la fa, con i sindaci è diverso". 

Poi ancora: "Mentre De Luca è un uomo del fare, col Comune di Napoli ho sempre fatto una fatica gigantesca per fare le cose. Io sono il motore vincente di quello stadio, siamo riusciti a portare Napoli al centro di un'Europa come fatto anche pubblicitario, ma mi viene dato lo stadio qualche ora prima, dobbiamo consegnarlo subito dopo e paghiamo quanto il Psg paga per uno stadio che ha in esclusiva totale e dal quale ricava più di cento milioni all'anno in una città che ha otto volte gli abitanti di Napoli. Ma di che parliamo? Io ci metto i soldi miei, non ho bisogno di intrallazzi o finanziamenti, mi dovete firmare una cambiale in bianco di autorizzazione perché il primo che mi blocca i lavori mi alzo, me ne vado e in questa città non mi faccio più vedere perché sono stanco di questa gente che non sa dare seguito alle parole. A settembre spero di poter mettere la prima pietra sul nuovo centro sportivo. Per costruirlo ci vorrà più di un anno perché comprenderà dieci campi di calcio, diecimila metri quadri di uffici, strutture varie. Ma devo trovare un posto dove le mamme possano stare tranquille di far arrivare i figli in sicurezza in pochissimo tempo dopo la scuola. Castel Volturno? No, basta, ci siamo stati. Faremo una cosa a un quarto d'ora da Napoli".

"Se ci saranno Osimhen e Kvaratskhelia sui tabelloni dei ritiri? Questa è una domanda paracula e io ti rispondo facendo altrettanto il paraculo. Se ci saranno ci saranno, se non ci saranno ce ne faremo una ragione. Chi vivrà vedrà. Conte? Ne avete parlato voi, io ne parlai a novembre. Stiamo calmini, qua sembra che ci sia subito una corsa alla critica e che ci sia una solo uomo per risollevare il Napoli. Mi ricordo quando portai Sarri o il secondo anno di Spalletti in cui gli fu rubata la macchina. Lo ripeto, io sapevo che il Napoli quest'anno non si sarebbe ripetuto, non avrebbe lottato per lo scudetto. Non puoi pretendere che la tua prima punta possa fare sempre 28 gol e giocare tutte le gare. Mi prendo tutte le responsabilità ma poi qualcosa bisogna mandarla anche al mittente".

Ancora De Laurentiis sulle strategie future del Napoli: "Le scelte sono sempre state fatte in base allo scouting. Poi se a un certo punto le scelte non si sono rivelate quelle presunte, io la mia parte d'investimenti come investitore l'ho fatta. Abbiamo messo sul tavolo tanti milioni, abbiamo comprato parecchi giocatori. Avrei potuto dire: basta, si fanno solo prestiti. Invece abbiamo comprato anche a gennaio alcuni giocatori, 20 milioni per Ngonge ad esempio. Io non mi sono mai tirato indietro, anche quando avevo capito che la stagione era compromessa e avrei potuto evitare alcuni investimenti. Ma il calcio che tu pratichi è in fieri, non puoi improvvisamente creare uno stop. Poi non ci sono solo i calciatori. Io non ho fatto scelte dirette, ho scelto solo Ngonge, volevo lui. Devi capire chi hai accanto a te e poi fare eventualmente dei correttivi".

"Se sono deluso dalla stagione? Io non sono mai deluso. Nella vita ho sempre vinto, ma quando qualche film rarissimamente non è andato bene ho avuto una maggiore spinta. Non servono scusanti, bisogna affrontare la realtà. Ci sono stati sbagli? Uno se ne assume la responsabilità. Altrimenti non si va più avanti. Io ho la fortuna di essere forse l'unico esempio Europeo con certi risultati economici e questo mi da grande soddisfazione in un territorio dove non funziona tutto bene e soprattutto nel calcio con i club che hanno debiti. Aver portato lo scudetto fa piacere, è un fatto di orgoglio. Anche l'Europa ti insegna che il tifoso non è comune, è molto diverso in alcuni territori, quello napoletano è diverso da quello lombardo. Ma io ho un grande rispetto di tutti, loro sono miei clienti e vanno rispettati".

Poi ancora: "Nuovo modulo? Questo dipenderà dall'allenatore. Noi abbiamo scritto un libro di 19 anni, ora ne scriviamo un altro in un contesto di un calcio che sta andando alla deriva perché noi abbiamo una Lega inesistente, una Federazione traballante, due network privati che non fanno il bene del calcio perché non lo sanno gestire e dove addirittura noi andremo a rimetterci dei soldi. Per cui stiamo cercando di fargli capire che quello che loro avevano promesso si concretizzerebbero in un bel nulla. Nei prossimi anni incasseremo meno di quello che abbiamo incassato i tre anni prima. Noi rischiamo veramente di rientrare in una situazione 'covidiana' perché se nei prossimi cinque anni dovessimo incassare dalle tv meno degli ultimi tre anni, allora diventa faticoso essere competitivi in un contesto dove Uefa e Fifa stanno incasinando tutto con un numero di partite importanti dove i vari campionati nazionali saranno meno interessanti. Troppi galli stanno a cantare. Addirittura la Lega, casa nostra, è diventata una nostra deriva. Noi li paghiamo e loro fanno un casino che non finisce mai. Non è vero che io ho un carattere difficile, ma divento una bestia quando vedo incompetenza".

Sulla questione Kvara. "I calciatori sono tutti cedibili, sempre. Bisogna vedere chi è che se li vuole comprare. Kvaratskhelia ha un contratto che scade nel 2027. Io sono serenissimo, tranquillissimo. A me questo fatto che voi ogni volta vogliate girare il cacciavite in una ferita aperta e stimolare gli stessi procuratori...come se uno non volesse dare seguito ai contratti. Io quando ho preso Kvara tutti dicevano chi è questo sconosciuto, poi è esploso come Cavani che mi volevano ammazzare per aver mandato Quagliarella alla Juventus. Io non voglio che voi lavoriate per la società, non siete miei dipendenti, ma se continuate a dire certe cose, fate solo un servizio cattivo inasprendo le tifoserie. Kvara lo abbiamo fatto esplodere noi? Bene, allora dobbiamo sempre prenderla in quel posto o dobbiamo avere anche dei premi per averli scoperti? Signori, i contratti vanno rispettati, ma se voi siete i primi a metterli in discussione...voi parlate di 3-4 milioni, 6-7 milioni, raccontate una tonnellata di caz*ate. Io non rispondo nemmeno ma vi sarei molto grado se tra di noi ci fosse una collaborazione".

"A Bagnoli ci vogliono mettere la federazione tennistica, ma lì siamo sulla montagna, allora mi chiedo: quali sono gli ettari veri? Non so quante volte siamo andati a vederli, poi chi voleva venderceli veniva cacciato via. Io voglio un posto dove so che i lavori partono. Per fare il progetto del centro sportivo io ci metto sessanta giorni. Lo farò sicuramente il centro sportivo perché devo andare via da Castel Volturno. Sul Maradona invece ho idee chiarissime, l'ho studiato benissimo".

Poi ancora: "Errore principale? Non bisogna aspettare tutto quel tempo per mandare via delle persone che vogliono andare via. Se avessi deciso a marzo o aprile o con Giuntoli che da gennaio voleva andare alla Juve...chissà. Quando hai un altro anno non capisci il tradimento, ma quando cominci a capire che da bambino lui voleva la Juve, noi che siamo i nemici speculari della Juve, è come avere nel fegato varie coltellate, ti arrabbi. Questo è stato il mio errore. Sia con lui che con Spalletti che mi ha detto tardi che non sarebbe rimasto".

Poi sulle scelte degli allenatori. "Italiano era pronto a venire, non ho voluto fare un torto alla Fiorentina, poi Thiago Motta non è voluto venire. Il Napoli lo scorso anno è crollato a marzo, altrimenti non si perde 4-0 col Milan. Il signor Kvaratskhelia non ha segnato da novembre a marzo. Tudor voleva due anni e non me la sono sentiva di bloccarmi per l'anno successivo perché avevo capito che l'anno era ormai andato e già immaginavo la famosa ricostruzione. Sì, potevo mandarlo a quel paese a fine anno, ma io sono una persona per bene. Scelsi Mazzarri perché c'è sempre stato feeling e tutti ne hanno parlato bene quando arrivò. Comunque se non avessimo mandato via Garcia, l'unica cosa che forse andava fatta, o se avessimo preso Tudor, non è detto che avremmo fatto un campionato di primissimo livello. Però meglio così, nasce da qui il concetto della rifondazione. Ora si volta pagina".

In conclusione: "Se ho mai pensato di mollare Napoli e Bari? Mai, non mollo niente", ha sottolineato il presidente dei due club.

Per rivedere la conferenza stampa in video clicca sul play sottostante:

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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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