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De Laurentiis: "Spalletti? La verità sul contratto. Garcia non era bollito. Kim, Mazzarri e Kvara. Giuntoli juventino"

Conferenza stampa di Aurelio De Laurentiis dal centro tecnico di Castel Volturno. Il presidente della SSC Napoli ha risposto alle domande dei giornalisti.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

07/02/2024 11:04 - Interviste
Aggiornato mercoledi, 7 febbraio 2024, 13:03
De Laurentiis: Spalletti? La verità sul contratto. Garcia non era bollito. Kim, Mazzarri e Kvara. Giuntoli juventino

Aurelio De Laurentiis nella giornata di oggi 7 febbraio ha parlato in conferenza stampa a Castel Volturno. Lunghissimo intervento del presidente azzurro che ha toccato tanti argomenti. "Dopo la gara contro il Monza avevo promesso che avrei parlato per spiegare quanto successo. Le soluzioni ci sono a tutto, tranne la morte. Il contratto a Spalletti era fatto bene, aveva un contratto come Benitez, ho esercitato l'opzione in modo corretto, ma nel calcio purtroppo non c'è rispetto giuridico. Entro il 30 giugno io avevo il diritto di esercitarlo in modo scritto nei modi che sono dovuti. Cosa è successo? Nella scorsa stagione a novembre e dicembre siamo stati in ritiro in Turchia per la pausa dei Mondiali, abbiamo avuto un grande gennaio e febbraio, poi da marzo siamo calati. Kvara era stata la grande star, ma poi da marzo a novembre è calato tantissimo. L'estate precedente avevo fatto una pulizia di personaggi che non remavano per il bene della società anche se ottimi professionisti. Spalletti nel secondo anno ha deciso di vivere e dormire a Castel Volturno. Ci sono rimasto malissimo nell'uscita della scorsa Champions, mi aspettavo di poterla vincere. L'Inter è arrivata in finale, ma in campionato è arrivata a 20 punti da noi. Sono rimasto molto molto male. Vincere lo Scudetto è importantissimo, ma se vincevamo la Champions mi avrebbe declinato anche la partecipazione al campionato del Mondo della Fifa del 2025 che vale circa 100 milioni. Ad aprile abbiamo perso due volte con il Milan tra campionato e Champions League, in casa poi abbiamo pareggiato 1-1, lasciamo stare poi la sfortuna".

Poi una piccola digressione: "Nei prossimi 24 mesi farò un centro sportivo con 12 campi regolamentari su 30 ettari di terreno. Posso finanziare anche la costruzione di un nuovo stadio con i miei soldi, sono un uomo libero e ricco".

Il presidente ritorna a parlare di Spalletti: "Il 21 aprile allora per tirare il morale di Spalletti ho fatto capire che ero con lui nonostante l'uscita della Champions, allora gli mandai giuridicamente l'esercizio dell'opzione via giuridica. Mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio lui ci comunicasse la sua intenzione di prendersi un anno sabbatico per fare il contadino, questa cosa mi sorprese. Non mi volevo arrendere e ho provato fino all'ultimo a farlo restare. Il mio errore è stato quello di non aver tenuto il punto fermo e di non averlo trattenuto a priori. Il fatto che lui è andato via sembra che non credesse più nel Napoli, si sapeva che Kim sarebbe andato via dopo il primo anno, lo sapevamo quando lo abbiamo contrattualizzato, ma prima che arrivasse al Napoli non lo conosceva nessuno e poi non è solo merito suo se abbiamo vinto lo Scudetto".

"Spalletti dormiva su un divano a Castel Volturno, si svegliava alle 3-4 del mattino per vedere le partite. Poi non so le reali ragioni del suo addio. Se poi avesse già un accordo con Gravina con la Nazionale questo non lo so".

Poi ulteriori dichiarazioni: "I miei obiettivi? Sto già pensando al 2030 sperando che questa squadra e città possa avere i mezzi per competere con le più forti del mondo. In molti ci hanno accusato di non aver investito sui giovani. Ho comunque portato il Bari alle soglia della Serie A con tanti giocatori di proprietà del Napoli come Cheddira e Felorunsho".

"Chiudo il bilancio con un attivo di 80 milioni e una riserva di 140 milioni, questi soldi non li metterò in tasca, fortunatamente non ne ho bisogno. Ho ottimi collaboratori. Abbiamo puntato su Giuntoli che arrivava dalle serie minori, è cresciuto con noi, anche se per 8 anni mi ha nascosto di essere uno juventino sfegatato".

"Thiago Motta? Era nella lista dei nostri eventuali allenatori da Napoli, però già in una conversazione di circa 6 ore avvenuta a Roma mi disse che puntava ad allenare delle squadre fuori dall'Italia. Luis Enrique? Siamo stati tre giorni a parlare con il suo avvocato, ma poi ha scelto il PSG per un discorso di blasone. Dragusin? Avevo offerto più di tutti, ma lui fortemente andare in Inghilterra".

"Non sono un tuttologo, ma sono un imprenditore, lo voglio chiarire. Non sono un prenditore. Ho sempre lavorato e interessandomi di tutti gli aspetti, così come mi ha insegnato mio padre".

"Lindstrom? Mi è stato detto che non poteva giocare a destra, ma non è così, ho preparato delle schede. Sento tante fregnacce. Ad esempio Meluso è un'ottima persona e professionista".

"Se il problema sono io? No, gestirò il Napoli come ho gestito il Napoli come in questi 19 anni. All'inizio della mia avventura non conoscevo assolutamente il gioco del calcio, ad inizio mi hanno aiutato Marino e Bigon, ma i giocatori più importanti del Napoli li ho portati. Lo stesso Spalletti l'ho portato io, l'andai ad incontrare al Bosco Verticale di Milano. Gli strappai l'ok anche di poter subentrare a stagione in corso con Gattuso. Spalletti addirittura fu attaccato per il terzo posto del primo anno, gli fu sottratta la Panda e fatto striscioni, ma questo è incredibile. Se non ci fossi io lo stadio non si farebbe, se non ci fossi io non ci sarebbe il centro sportivo come quello del Manchester City, il grosso problema sono le leggi restrittive".

"Per i prossimi 5 anni abbiamo svenduto il campionato italiano a DAZN e SKY. Non abbiamo una Lega forte, il mondo del calcio dovrebbe essere diverso. Ho proposto di seguire il modello relativo alla NBA".

"Il mio carattere ha influito sul rinnovo di Spalletti? Ma non penso proprio, lui mi ha detto che voleva tornare a curare le sue cose e la sua terra, mi ha detto che era stanchissimo dopo aver realizzato questa impresa. Non avrei dovuto concedere il permesso di liberarlo. La penale da pagare? E' tutto in mano agli avvocati".

"La scelta di Garcia? Mi sono sentito dire che avevo preso un bollito, ma come si possono dire queste cose? Garcia credo che sia stato il miglior allenatore della Ligue One nel 2011, nominato miglior allenatore francese nel 2013 e nel 2014, alla Roma ha ottenuto due secondi posti con uno spogliatoio non facile da gestire. Nel 2017 va in finale di Europa League contro l'Atletico Madrid. Nel 2019 e nel 2020 semifinale di Champions eliminando la Juventus agli ottavi e il City ai quarti con il Lione. Quando nella sede di Capodimonte mi disse che non aveva visto le partite del Napoli la presi come un gioco, ma più avanti dimostrò di voler andare avanti in suo percorso. Non puntò subito sui nuovi acquisti come invece faceva Spalletti. Se l'avessi mandato subito via cosa mi avreste detto? Se avessi portato subito Mazzarri mi avreste detto che fossi impazzito? A Garcia ho voluto dare del tempo e parlandoci, a Lecce ad esempio abbiamo vinto 4-0, ma poi quando mi allontanavo faceva cose strane. Contro l'Empoli scesi negli spogliatoi e gli dissi che stai combinando? Mi disse: 'Mi lasci fare' con tono sgarbato, avevo capito che non si poteva continuare così. Dopo quello che successe sul campo decisi di cacciarlo".

"A Mazzarri ho inizialmente detto di far giocare la squadra come faceva Spalletti, ma poi ho capito che non era giusto. Mazzarri è uno molto bravo ad intendere le partite".

"Ci sono squadre che hanno debiti per circa un miliardo che partecipano alla Serie A e non dovrebbero nemmeno farlo, noi fatturiamo la metà di Inter, Juventus e Milan, per competere con loro dobbiamo essere perfetti e non possiamo permetterci degli errori".

"La preparazione atletica del Napoli è stata negativa, perché si è aspettato tanto per esonerare Garcia? Esonerare è sempre doloroso per il tesserato, ma soprattutto per chi esonera che continua a pagarlo. A Rongoni ho fatto la capa tanta dicendogli di concertarsi con Sinatti, ma Garcia ha imposto Rongoni come capo preparatore, i due hanno litigato e abbiamo dovuto mandare via Sinatti, questo è stato un grandissimo errore. Esonerare Garcia prima ci ho pensato tante volte, così come dissi alla Luiss".

"Rinnovo Kvara, sarà il lui futuro del Napoli? Ho chiamato il clan di Kvara negli scorsi mesi, ci siamo riuniti nel mio ufficio e gli ho scritto quello che volevo fare e come allungare il contratto. L'agente mi ha risposto che loro stanno benissimo qui e che ne vuole parlare a fine stagione".

"Centro sportivo? Tra un anno e mezzo dovrò lasciare Castel Volturno, tra 3-4 mesi devo finire la progettazione del nuovo centro sportivo e avrò dovuto trovare questi 30 ettari e avrò dovuto comprarli. Il nuovo stadio? A Manfredi ho detto che se non si trova un accordo, me lo vado a fare da un'altra parte. Aspetto altri 120 giorni, a quel punto me lo costruirò ad Afragola visto che c'è una stazione per treni e anche la metropolitana tra non molto".

"Se sono a favore della Superlega? Mai fatto, sempre battuto per la democraticità del mercato. Dovresti arrabbiarvi per il Monopolio della Fifa, ma siccome c'è chi prende soldi come vice-pres. della Fifa... bisogna sempre sottostare agli altri. Ma secondo voi è giusto interrompere il campionato a marzo quando ci sono ancora Champions, EL e Conference, e Coppa Italia, prendono di nuovo i giocatori per due amichevoli con l'Italia negli Usa? Ma non potevano farle a Coverciano? Florentino? Parliamo da tanto, ma l'idea della Superlega è sbagliata, serve un campionato parallelo al campionato nazionale che è prioritario a qualsiasi competizione perché rispetta il tifo che è alla base di ogni movimento. Poi si può fare un campionato europeo per svecchiare le competizioni attuali? Tutti i martedì, mercoledì e giovedi potresti ottemperare agli impegni. In Lega mi dicono sono richieste di DAZN e Sky, ma è un errore: si deve giocare alle 18 quando i bambini devono andare a scuola, il sabato sera si può giocare più tardi, alle 23. Mica stiamo nel freddo in Svezia, ma non sanno fare neanche i calendari".

"Mazzarri può restare? E' venuto perché è un amico della famiglia, al suo quarto anno in azzurro ha deciso di andare all'Inter e ha capito di aver sbagliato. Mi da fastidio che Napoli venga considerata una città di passaggio, io vorrei lasciare Roma e vivere a Napoli, ho comprato una bellissima casa a mio figlio Edoardo che guarda Capri. A Mazzarri lasciatelo lavorare in pace, c'è poi una bellissima canzone 'quel che sarà, sarà'. Dal 18 febbraio avrà tutti i calciatori a sua disposizione, non sto cercando nessun nuovo allenatore, ci penseremo da aprile".

"Zielinski fuori dalla lista Champions? Il rendimento di Piotr nelle ultime 10 partite è stato deludente, la scorsa estate mi aveva detto che voleva restare. Ce l'ho a morte con Bolek che non l'ha voluto far restare, perché lo vuole trasferire in altre squadre per guadagnarci di più. Potrebbe avere paura d'infortunarsi perché deve ancora firmare il suo contratto. Traorè ha un riscatto altissimo, se non lo vede giocare come faccio a capire? Ad esempio ho la morte nel cuore per aver escluso Demme che considero un ottimo ragazzo. Demme con Gattuso giocava al posto di Lobotka. Quando Demme ha giocato si è dimostrato un soldato".

"La mancata qualificazione in Champions League sarebbe un fallimento? Lo Scudetto è stato un evento straordinario, sapevo che sarebbe stato difficilmente ripetibile, già in estate avevo detto di puntare all'Europa, forse per tornare a vincere lo Scudetto serviranno tre anni, ma non vuol dire che se non entro in Champions non finanzierò la squadra per puntare al titolo. Io sono abituato a vincere, ma non sono l'antipatico che vuole vincere a tutti i costi".

"Perché non abbiamo preso un difensore centrale sapendo che Kim andava via? Abbiamo incassato 42 milioni di euro, non le cifre che si leggono. Non abbiamo programmato la sua sostituzione perché Giuntoli, già alla fine del 2022, voleva andare via. Poi un sinistro può giocare solo centro-sinistra, mentre un destro sia centro-sinistra che centro-destra. Comunque stiamo già lavorando su un difensore centrale per la prossima stagione”

"Se il problema è il mio carattere arrogante? L'ho detto prima. Io ho detto che sono un imprenditore e partecipo, come in tutte le mie aziende, da quella dei gelati di cui mi occupo, le sale cinematografiche, l'immobiliare, l'automobilismo, me ne occupo personalmente. Lei forse ha frequentato il calcio che non è mai stato interpretato come lo interpreto io. Altri club hanno grandi personaggi di spessore che hanno rapporti con giornali e media e quindi ne parlano benissimo, ma hanno 1 miliardo di debiti, ma io a casa mia non lo tollererei mai. A lei non piace che il calcio sia diventato nel tempo un'industria dell'intrattenimento, ma io vengo da lì, dai sogni. Sbaglierò dal suo punto di vista, ma i soldi sono miei, quando mando a fanculo il signore di Torino che non mi vende maglie negli Usa e dico a mia figlia di interessarsi dello sponsor, chiamo Armani e non può dirmi di no, temeva di non avere successo e l'abbiamo avuto senza precedenti. Tutto quello che tocco... quando farò lo stadio sarà bello, come il centro sportivo. In una città con vari fallimenti, senza continuità, io vi ho portato in Europa per tutti questi anni, pure sopra la Juventus, e senza imbrogliare. Un signore pulito, che ci mette la faccia, mi aspettavo questo dalla platea... io ne vado fiero, perché mando a quel paese tizio o caio, perché me lo posso permettere? A differenza di altri. Io non sono l'uomo del compromesso, mai", conclude  De Laurentiis.

Per rivedere la conferenza stampa in video clicca sul play sottostante:

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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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