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De Laurentiis: "Calcio europeo al collasso, stadi USA incredibili. Napoli? Ricevuti vari interessamenti"


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Pubblicato nella sezione Interviste
De Laurentiis: Calcio europeo al collasso, stadi USA incredibili. Napoli? Ricevuti vari interessamenti
© foto di SSC Napoli

Aurelio De Laurentiis ha parlato di diversi argomenti nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport: "Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi".


Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, dove ha parlato anche del suo rapporto con gli Stati Uniti e di come il continente americano sta portando avanti i Mondiali di calcio 2026.

De Laurentiis negli USA per il Mondiale

Presidente, this is Los Angeles, è come se per lei fosse un Mondiale di casa: lo sta seguendo? "Certo, sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante…".


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Il sistema USA

Che impressione le sta facendo il modo in cui gli Usa stanno organizzando un evento così globale? "È incredibile. Nonostante i prezzi molto alti, gli stadi, anche da 70.000 posti, sono sempre strapieni pure nei giorni feriali. Il messaggio che possiamo trarre è che, anche in America, quello che qui chiamano soccer possa diventare qualcosa di veramente importante".

Le distanze tra Europa e USA

In effetti, il calcio americano è cresciuto molto: qual è oggi la distanza tra le leghe americane e il calcio europeo? "La distanza è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come anni nella Nba. Si fermarono per una riflessione totale per poi ripartire più forti di prima, arrivando a valorizzare i 30 club con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club".

Ogni partita è un grande evento

Gli americani trasformano ogni partita in un evento, lo si vede anche qua. In Serie A siamo ancora così lontani da questa cultura dello spettacolo? "Usciamo da un grande misunderstanding: calcio inteso come industria di sport e intrattenimento o solo sport? Se è un’industria di sport e intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più possibile i ricavi. Per renderlo più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti…".

Cosa serve per costruire nuovi stadi

Su questo tema cosa servirebbe? "Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori. Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Impedire a comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali".

Gli interessamenti per il Napoli

Lei nel 2012 disse che il calcio sarebbe andato a finire nelle mani degli arabi o, comunque, in mano straniera: aveva visto bene… C’è il rischio che il calcio europeo perda progressivamente il controllo del proprio destino? "Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi… Adesso dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti, e dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite. Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro".

La città di Los Angeles

Restando invece a questo Paese, che America vede oggi? Los Angeles è un luogo di lavoro, di ispirazione o semplicemente una seconda casa? "È una seconda casa. Quando torno a Los Angeles provo un sentimento di vera libertà, e di rispetto per chi ha successo e paga le tasse. Non esiste invidia o rancore per chi sa lavorare e raggiunge grandi risultati".


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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