D'Angelo: "Ostracizzato per pregiudizio, ho sofferto la depressione. Dovevo essere l'erede di Merola"

Il cantante napoletano a Repubblica: "Questo è stato il mio errore, che mi ha buttato in depressione. Quella parte di pubblico ha iniziato ad amarmi quando c'è stata la mia rivalutazione".
Il noto cantante napoletano, Nino D'Angelo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Repubblica: "Nel mio tour non mancheranno le miei prime canzoni, quelle del periodo da scugnizzo e non solo perché questo è un tour celebrativo: quelle sono le mie origini, lì c’è la mia povertà, che non rimpiango, ma neppure rinnego perché mi bastava poco per essere felice, E poi quelle canzoni furono davvero una rivoluzione. Io dovevo essere, per sua stessa dichiarazione, l’erede di Mario Merola nella sceneggiata napoletana. Grandioso artista, grandioso genere, ma io volevo fare il pop. E le mie canzoni del periodo scugnizzo hanno portato i giovani napoletani ad amare la canzone della loro città. Le scrivevo mentre mia moglie faceva le pulizie per casa. Le dissi: “Che fortuna che hai, ti ho risolto i problemi con queste musiche”. Anche se non fu facile, perché ero ostracizzato".
Il cantautore partenopeo ha poi aggiunto: "Tanti prendevano posizione contro di me per pregiudizio, perché ero come mi vedevano. Io sono stato amatissimo da un certo pubblico e odiatissimo da quest’altro, che poi è passato ad amarmi quando c’è stata la mia rivalutazione. Ma spesso in Italia alla lunga si viene rivalutati. Io volevo essere amato da tutti, essere figlio di tutta Napoli, invece mi dicevano “di una certa Napoli”. Questo è stato per tanto tempo il mio errore, che mi ha buttato in depressione, ma dico sul serio. Invece alla lunga ho avuto ragione io: ha cominciato a cambiare tutto quando sono andato a Sanremo con Senza giacca e cravatta. E ora ho un pubblico composito, il minimo del colto accanto al massimo del colto. E sono felice".
Il concerto all'ex San Paolo ora Maradona: "Mi è passata tutta la vita davanti agli occhi. Ed ero nella curva B, la mia curva, quella dove andavo a tifare Maradona. Uno che ha pagato i suoi errori con la vita, un campione, ma umile come me. Ecco, ovviamente non oso per nulla accostare il mio talento al suo, ma lui ci ha messo sempre la faccia, Come ho fatto e faccio io".






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