D'Agostino: "Non mi spiego il fenomeno De Laurentiis, a Napoli lo odiano"

Il fondatore di Dagospia ha parlato ad Il Messaggero: "Sono un grande tifoso della Roma, è la mia fede".
Lunga intervista a Roberto D’Agostino, fondatore di Dagospia. Tanti i temi calcistici trattati nel corso della sua chiacchierata. "Sono tifoso da sempre della Roma. Per me la Roma è una fede: esiste e basta. La Roma può giocare male e negli ultimi tempi capita spesso, ma chissenefrega. La Roma è un fatto religioso. Il praticante non ha la prova dell’esistenza di Dio, crede e basta. Mourinho? A qualcuno piace il gioco, a Mourinho piace il conflitto, che “di tutte le cose è il re”, come diceva Carmelo Bene citando Eraclito. Aggiungeva: “il calcio è uno sport eroico e barbarico”. E chiudeva: “l’ultimo stadio del tifoso è il delinquente”. Frullate tutto questo e avrete lo spirito di Mourinho".
I presidenti di calcio: "Cercano consensi e popolarità. Usano il calcio per altri scopi. Sono industriali che hanno sprecato montagne di denaro nel calcio, facendo dimenticare i problemi nelle loro aziende e chiedendo allo Stato di mettere una pezza sui loro errori. Lotito mi fa ridere. Ho un debole per lui. Non si capisce un cazzo quando parla. Poi il Viperetta, ma che fine ha fatto? Sono maschere della commedia. Meglio loro che andare al cinema. Inventano frasi senza senso, sono grandiosi. Non mi spiego il fenomeno De Laurentiis. Ha riportato la squadra in alto, ma a Napoli lo odiano. C’è poi il mistero dei Friedkin. Muti".
Il più grande in assoluto? "Maradona. La rete all’Inghilterra dribblando mezza squadra fu la regina delle beffe. Maradona è stato la rivincita del proletariato contro i ricchi".







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