Cucci: "Dall'Ara stadio napoletano. Kvara in calo, la colpa è anche sua"
Grande amicizia tra le tifoserie di Napoli e Bologna, secondo il giornalista supporter della squadra rossoblù.

Italo Cucci si è soffermato sul Napoli di Garcia, prossimo avversario del Bologna - di cui è tifoso - in campionato. "I tifosi del Napoli sono preoccupati da una difesa che fa troppa acqua? Mi auguro - ha detto il giornalista ai microfoni di Radio Marte - che la scoperta della difesa che non va non resti un qualcosa di stretta attualità. Ne parlo da due mesi e ciò che dicevo si è realizzato. La coppia Juan Jesus-Leo Ostigard non convince e la responsabilità è della società? Ci sono tanti giochi nei quali, se togli un tassello, crolla tutto il castello di carta. Senza Kim, è crollato tutto il reparto arretrato. Ora va rivisto, e va fatto cambiando le idee. A Napoli tutti chiedono i gol, qualcuno li farà sempre, ma va messa a posto in primis proprio la retroguardia".
Cucci ha poi aggiunto: "Giacomo Raspadori distante dal suo ruolo ideale, diventando un equivoco tattico? Anche a Luciano Spalletti ho chiesto di metterlo in condizione di fare il suo gioco. Dov'è Raspadori? L'ho chiesto anche al Napoli. E' una cosa che riguarda Garcia come Spalletti. Raspadori è l'unica cosa nuova non ancora consumata".
Su Khvicha Kvaratskhelia: "Non rende come un anno fa? C'è un po' di responsabilità anche sua, in quello che sta succedendo. Si è accorto di essere un campione. Prima era un ragazzo di belle speranze, ora è un giocatore eccezionale e vorrebbe essere trattato in un determinato modo, dopo l'importanza che gli abbiamo attribuito. Capire ciò che capita a Kvara non è difficile: gli si deve solo dare il tempo di adeguarsi ad un Napoli nuovo. Con Spalletti, giocavano a memoria. Se invece cambi il Napoli dal suo reparto principale, la difesa, tutti gli altri problemi vengono di conseguenza".
Sui tifosi di Napoli e Bologna: "I residenti in Campania non possono andare allo stadio? Non troverebbero posto, il Dall'Alara è già pieno di tutti i napoletani che sono lì intorno. A tal proposito, vi racconto un aneddoto. Un anno, aspettavo con ansia il risultato di Bologna-Napoli. Ero in autostrada e sentii un urlo. Dissi: 'Finalmente il mio Bologna ha segnato'; e invece no, aveva segnato il Tanque (Denis, ndr). Lo stadio di Bologna era uno stadio napoletano pieno di gioia. Siamo abituati cosi. Siamo felicemente gemellati dai tempi del Petisso (Pesaola): c'è grande amicizia fuori, ma poi sul campo ci si afronta da avversari con grande lealtà. Sono felice di sfidare il Napoli".
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