Cristiana Sinagra: "La festa del Napoli, Simeone e i 5 calciatori che confermerei"

Cristiana Sinagra è intervenuta ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre".
Cristiana Sinagra, madre di Diego Maradona jr, è intervenuta ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre" condotta da Donato Martucci, Francesco Capodanno e Luca Cirillo. Queste le sue parole: "Sono felice ed emozionata per lo scudetto del Napoli. Non vi nascondo che ad ogni vittoria degli azzurri il mio pensiero è sempre andato a Diego (Maradona, ndr), che ci ha insegnato a sognare e a vincere. Quando vincemmo il primo scudetto con lui in campo, io c'ero. E' stata un'emozione grande, si è chiuso un cerchio. Ci fosse stato lui, sarebbe stato meraviglioso vederlo festeggiare. Come lui non ci sarà mai nessuno. Continua a far sognare anche ora che è in un'altra dimensione".
Poi ha aggiunto: "Giovanni Simeone? Mi emoziona: è forte, è argentino, cosa vogliamo di più. Ma io amo tutta la squadra, dal capitano all'ultimo dei collaboratori. E poi Spalletti, davvero eccezionale come persona. Il suo addio? Preferisco non dire nulla. Quando vinci, forse è meglio andare via perché è difficile confermarsi, però magari sa che andrà via qualcuno e la strada sarà in salita? Non saprei. Kvaratskhelia? Ragazzo dolcissimo, che bello vederlo baciare le madre. Anche Lozano che ha abbracciato la moglie e pianto. Scudetto meritatissimo e non è un riscatto sociale, basta con questa retorica. Mio figlio Diego? Era allo stadio con il mio nipotino che è andato per la prima volta. Si è incontrato con Dalma e Giannina, ha un buon rapporto bellissimo con le sorelle e il fratello piccolino".
Sulla festa ha sottolineato: "Una festa bella, ma non tutto mi è piaciuto. E' ormai un mondo in cui manca il rispetto per i sentimenti e magari trovi in prima linea chi non c'entra nulla, ma che forse garantisce affari. Il tempo, però, è galantuomo. E io so aspettare. Poi i calciatori sul palco per ore e ore, mi hanno fatto tenerezza (ride, ndr). Troppo tempo fermi, ad un certo punto Lobotka si vedeva che era esausto. Era meglio dargli un pallone o magari concedere il famoso pullman scoperto. La città comunque meritava questa festa e va bene così. In occasione del primo scudetto, abitavo a Fuorigrotta, c'era un mare di persona e non si camminava, questa volta ho osservato da lontano ma con grande partecipazione e gioia. Ciclo? Si può aprire, ma senza Spalletti ed altri calciatori fondamentali non sarà facile. Confermando tutti sarebbe stato più facile sognare. Basta feste? Direi di sì (ride, ndr) abbiamo iniziato con l'Argentina da tanti mesi, è anche ore di guardare al prossimo anno, i miei nipotini sono scatenati...".
Infine ha concluso: "I cinque calciatori che confermerei? Ovviamente Di Lorenzo, poi Lobotka, Kvaratskhelia, Osimhen e Simeone, visto che Kim non resterà".






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