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Crecco: "Vergara non è un esterno, vi svelo il suo ruolo. Favasuli è pazzesco"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Crecco: Vergara non è un esterno, vi svelo il suo ruolo. Favasuli è pazzesco
© foto di Image Photo Agency

L'allenatore e match analyst Fabio Crecco ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it parlando anche di Antonio Vergara.


Fabio Crecco, allenatore di calcio e match analyst, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica AreaNapoli.it. L'ex Frosinone ha toccato diversi argomenti: da Antonio Vergara all'exploit del laterale destro Costantino Favasuli.


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Crecco ad AreaNapoli.it: "Vergara non è un esterno"

Di seguito le parole di Fabio Crecco ad AreaNapoli.it: "Vergara è un calciatore molto tecnico e è “applicato”, ossia disponibile a fare ciò che occorre alla squadra. Si sacrifica molto in fase difensiva e questo lo colloca nella categoria degli “universali”. Io l’ho incontrato quando era nel settore giovanile e quel giorno giocò da mezzala, la stessa posizione che ha ricoperto in qualche partita in questo inizio di stagione. Come punta esterna e rifinitore può giocare, vista la sua notevole qualità tecnica, mentre per fare l’esterno puro, a mio parere, non è sufficientemente rapido. Insomma per me, deve giocare in mezzo al campo. Ha visione, ha corsa, ha l’imbucata". 


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Crecco: "Favasuli limitato da esterno alto"

Perché c'è sempre una certa ritrosia a schierare i giovani? Favasuli nelle prime gare è rimasto a guardare i compagni. "Da noi vige la cultura del risultato e nessuno è disposto a scommettere/rischiare. Poi c’è la categorizzazione, che facciamo in base all’età, altro immenso errore. Favasuli lo scorso anno ha giocato 100 partite in Serie B, come possiamo considerarlo una scommessa? È una certezza! Ha una gamba pazzesca, qualità tecnica perfetta per interpretare il ruolo di terzino come è concepito oggi, ossia che regala ampiezza o tagli a seconda la situazione e poi che carattere, che personalità, che tranquillità! Ovviamente in Italia succede, come ieri (il riferimento è a Napoli-Bologna giocata domenica 13 settembre, ndr), che gli facciamo fare l’esterno alto, che può fare, ma che lo limita molto. I giovani ci sono, ma bisogna imparare a guardare le qualità, non le date di nascita!".

Il pensiero di Crecco su Luciano Spalletti

Perché Spalletti sta facendo così fatica alla Juventus dopo la straordinaria avventura a Napoli? "Lui è un allenatore che funziona se le cose vanno bene. Il Napoli che ereditò aveva una struttura preziosa, calciatori di livello e cultura di gioco. E in queste situazioni lui si esalta. Diverso è costruire, diverso è avere a che fare con le difficoltà, col risollevarsi dopo i fallimenti. In questi casi spesso sbaglia la comunicazione, inizia a distribuire colpe e va in estrema difficoltà nella gestione dello spogliatoio e nella lettura delle situazioni di gioco. La partita di ieri è lo specchio esatto di Spalletti: pareggi due volte, devi sistemare le cose per provare a vincere senza rischiare imbarcate. In questo lui manca! Io ho sempre pensato che le squadre dovessero essere “player centered”, con lui sono “coach centered”: è questo che l’aspetto che deve cambiare se vuole essere vincente sempre e comunque".

"4-3-3 O 4-2-3-1? Cambia molto poco"

Qual è il sistema di gioco ideale per questo Napoli? "Il Napoli ha calciatori molto atipici in mezzo al campo: Vergara, McTominay, De Bruyne e ha un genio nella gestione del gioco come Lobotka. Non credo si possa parlare di una struttura di gioco fissa. Credo il sistema si debba adattare a chi l’allenatore decidere di mettere in campo e agli equilibri che una squadra deve avere. La differenza tra 4-3-3 e 4-2-3-1 è minima, basta alzare una mezzala o aprire leggermente il trequarti per passare dall’uno all’altro e viceversa. Credo che la mediana a tre, con le ali e i terzini che ha il Napoli in rosa garantisca una notevole efficacia e varietà di giocate, unite all’imprevedibilità".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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