Costacurta: "Ho rifiutato una squadra, che rimpianto. Acerbi, ma cosa fai?"
Billy Costacurta, ex Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Giornale parlando tra le altre cose di Francesco Acerbi.

L'ex difensore del Milan, Billy Costacurta, in una intervista alla edizione odierna Il Giornale, commenta la decisione di Acerbi di rifiutare la chiamata dell’Italia con l’ex commissario tecnico Luciano Spalletti: "Il senso di appartenenza è un bisogno di lealtà, di rispetto. Ora i tempi sono cambiati e quel senso di appartenenza si è perso. Non è colpa di nessuno. È la società che è cambiata".
Lei non ha mai lasciato la maglia Milan… "A trentacinque anni ho avuto un’offerta da una squadra americana. Era un’occasione. L’ho rifiutata. Volevo restare nella mia Milano, coi miei amici, con la mia famiglia, la mia fidanzata, i miei compagni di squadra: la mia comfort zone. Me ne pento, è un mio rimpianto. Avrei fatto un’esperienza importante, sarei una persona diversa da quello che sono. Forse migliore".
È vero che nel calcio è cambiata la mentalità? "Io giocavo con 15 italiani ed eravamo la squadra più forte al mondo. Oggi mi pare che il Milan abbia un solo italiano titolare: Gabbia".
Con Sacchi come si è trovato? "Arrigo Sacchi è stato il Leonardo del rinascimento del calcio italiano".
Si è arrabbiato con Zoff che l’aveva messa fuori? "Ho compreso la scelta. Ma sono stato molto male".
Ora invece? "Acerbi non ha avuto rispetto per i compagni di squadra. Avevano bisogno di lui. La squadra aveva bisogno di lui! Lo sai, no? E tu che fai? Dici di no per una questione di orgoglio? Ma che cosa fai?".
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