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Costacurta: "Che feste con Berti, ma il Re della notte era Dugarry! USA 94? Baggio non stava in piedi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Costacurta: Che feste con Berti, ma il Re della notte era Dugarry! USA 94? Baggio non stava in piedi

Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai Radio 2.


Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan e della Nazionale, oggi opinionista su Sky Sport, ai microfoni di Rai Radio 2, nel corso del format I Lunatici, ha raccontato: "Il rapporto con la notte? Da ragazzo buono, adesso non so cosa sia la notte, la conosco pochissimo, vent'anni fa però le cose erano diverse. Adesso conosco meglio altre parti della giornata. Quando giocavo alcune notti servivano anche per rilassarsi un po' e allentare la tensione, ma la notte per i professionisti, per gli sportivi, deve essere soprattutto riposo. Poi c'è riposo e riposo, io e Maldini, che è stato il mio compagno di merende, andavamo in discoteca, però senza bere e fumare, perché non abbiamo mai bevuto e fumato".

Poi ha aggiunto: "Altri invece hanno esagerato, esageravano con l'alcol e le sigarette e la mattina quando si svegliavano per andare agli allenamenti non erano in perfetta forma. Non chiedetemi i nomi. Ne faccio solo uno: Nicola Berti. Faceva delle feste meravigliose, da lui ti lasciavi andare. Anche io e Maldini che eravamo un po' bacchettoni. Mi ricordo una nottata in Francia con Dugarry, che era il re delle notti in Costa Azzurra...".


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Poi sul suo Milan: "Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini. Diventammo quello che siamo diventati grazie a Sacchi. Questo pazzo scatenato, e lo dico con affetto, all'inizio non capivamo se era un genio o un pazzo. All'inizio fu difficile accettare la pesantezza dei suoi allenamenti. Poi capimmo. Fu grazie ai suoi allenamenti che ci togliemmo tante gioie. Finale USA 94? Vidi l'allenamento prima della partita di Roberto Baggio e mi resi conto che non avremmo potuto vincere perché Baggio non stava in piedi". 

Su Capello: "Per me è stato più che un allenatore. Era il mio mister quando morì mio padre. Prese in un certo senso il posto di mio padre, io lo ringrazierò sempre. Se sono riuscito a superare certi momenti di difficoltà è merito di Capello. Con tutte le sue rigidità, i suoi commenti, per me Capello è stato un padre. Era un grande motivatore, questa è stata la sua forza".

Sul più forte: "Ho giocato con quattordici palloni d'oro. Rispondere è difficile. Van Basten è arrivato a 23 anni giocando con una caviglia sola. Ronaldo il fenomeno è stato il più difficile da marcare in tutta la mia carriera. Cosa manca al Milan? Berlusconi! Lui guardava la lista dei palloni d'oro e li andava a comprare. Sarò sempre riconoscente a Berlusconi, anche se ho criticato il suo ingresso in politica. Ho criticato spesso i suoi alleati di Governo, una volta parlai bene di Veltroni e Berlusconi si infastidì".


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