Coronavirus, Tarro: "La pandemia è finita! C'è un'assurdità che solo in Italia si pratica"

Giulio Tarro, professore e luminare, è tornato a parlare del Coronavirus e di quanto sta accadendo nel nostro Paese.
Il professor Giulio Tarro ha parlato alla fondazione Nenni. Ecco le sue parole: "Sono contro l’ipotesi di prolungare lo stato di emergenza fino al prossimo 31 Dicembre. Perché si tratta di un provvedimento da prendere qualora vi sia fattualmente un’emergenza. In Italia l'emergenza non c'è. Adesso come adesso, questa fantomatica emergenza dettata dal Sars CoV2 non c’è più. Come ho scritto in una lettera da me firmata e pubblicata giorni fa, vorrei sapere i nomi di questi scienziati che hanno consigliato Conte e il suo Governo nel prolungare lo Stato di emergenza".
Tarro ha poi aggiunto: "Costoro sanno leggere i dati? Conoscono il funzionamento di un beta-coronavirus come il Sars CoV2? Si rendono conto di qual è, concretamente, la situazione che c’è in Italia in questi giorni? È molto semplice e riassumibile in poche parole: la pandemia in Italia è finita. Già da Maggio scorso eravamo in questa situazione, nel periodo in cui tutti i cosiddetti scienziati che vanno per la maggiore in Tv sostenevano che subito dopo le prime riaperture ci saremmo trovati, nel giro di una quindicina o ventina di giorni, di nuovo le terapie intensive affollate da malati di Covid-19 (che non va confuso con il virus). Il coronavirus di cui si è ormai straparlato, si chiama Sars CoV2. La malattia che ne consegue, vale a dire la polmonite interstiziale o le tromboembolie polmonari, prende il nome di Covid-19. Sono, quindi, due cose diversissime. Tornando al discorso che facevo poc’anzi, dal 4 Maggio scorso non solo le terapie intensive si sono pian piano tutte svuotate dai malati di Covid-19, ma anche il numero dei contagi è andato sempre più diminuendo, di pari passo a quello dei decessi. Se una persona ricoverata in ospedale, ad esempio, per infarto miocardico e risultata positiva al tampone per rilevare la presenza di Sars CoV2, dovesse morire, questo decesso non viene classificato come avvenuto per infarto, bensì lo si ascrive fra i deceduti di Covid-19. Un’assurdità che solo in Italia si pratica. Negli altri paesi no".






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