Corbo sul Napoli e Conte: "Senza squadra perché è nemico di se stesso. Lode ad Allegri"

Il giornalista riflette sull'inizio di stagione del Napoli e sull'eredità lasciata dal tecnico leccese, rimasto attualmente senza panchina.
Il via al nuovo campionato di Serie A riapre interrogativi importanti in casa azzurra, spingendo addetti ai lavori e opinionisti ad analizzare con attenzione le dinamiche del passato recente. Sulle pagine de 'La Repubblica', Antonio Corbo ha condiviso la sua disamina sul momento del Napoli, soffermandosi sia sulle scelte gestionali della società che sulle vicende legate ad Antonio Conte, rimasto attualmente senza panchina.
Il modello De Laurentiis e il cambio di rotta del Napoli
All'alba della nuova stagione - evidenzia Corbo - la priorità in casa azzurra è ritrovare la virtuosità gestionale dei tempi d'oro. Per vent'anni, la presidenza di Aurelio De Laurentiis si è distinta per un modello solido: tricolori conquistati, presenza costante nelle coppe europee e un bilancio equilibrato grazie a plusvalenze capaci di colmare il divario economico con i club del Nord.
Negli ultimi tempi, tuttavia, il quadro si è complicato. Tra spese per il mercato nettamente superiori alle entrate (235 milioni spesi contro 145 incassati), un'infermeria costantemente affollata da ben 43 infortuni e un distacco siderale di 15 punti dall'Inter capolista, l'ingranaggio perfetto ha subito una battuta d'arresto.
L'operato di Conte a Napoli: tra ruoli ed errori strategici
Nel suo editoriale per La Repubblica, Antonio Corbo si è soffermato a lungo anche sulla figura di Antonio Conte, rimasto a sorpresa ai box dopo l'addio anticipato agli azzurri: "Nella sua focosa irruenza Conte ha deciso di lasciare in anticipo di un anno invece di riproporsi per una rivincita, rinnovando la sua figura. Maestro di calcio e non più gestore di calciatori affermati. Allenatore e non più manager. Si è dato un ruolo spesso sbagliato. Duro e inflessibile. Non gli ha giovato. Nemico di se stesso, quindi: se nessun club importante gli ha offerto un ingaggio congruo".
Conte e Allegri, due "leoni" alla guida del Napoli
"Ha sbiadito la sua immagine. Meritava di più. Lode ad Allegri che ne ha ricordato il valore. Due grandi tecnici nati sotto il segno del Leone. Vuol dire qualcosa?", conclude Corbo, sottolineano l'eleganza del comportamento di Max. Conte ha pagato a caro prezzo l'intransigenza del proprio personaggio, finendo per sbiadire la propria immagine pur meritando palcoscenici differenti. Due allenatori dal carattere forte, accomunati dalle "stelle" e da una stima reciproca mai venuta meno.






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