Corbo asfalta Manna: "Non indovina un acquisto! Ritiro? Non ha neanche avvertito Allegri"

Bocciata senza appello la gestione del direttore sportivo. Il duro affondo dell'editorialista sulle colonne de La Repubblica: approvato il ritiro punitivo a Pozzuoli, ma a patto che ci sia De Laurentiis e non il DS.
L'ambiente in casa Napoli è ormai incandescente e la società ha scelto la linea dura: la squadra andrà in ritiro a Pozzuoli da stasera, per preparare il big match con la Lazio lontano da distrazioni. De Laurentiis in persona ha deciso di presentarsi stamattina a Castel Volturno per un confronto con i giocatori prima dell'allenamento. Antonio Corbo, intanto, punta il dito contro Giovanni Manna.
Ritiro all'Hotel Gli Dei: il Napoli prova a fare blocco
Da oggi fino alla mattinata di domenica, la squadra rimarrà blindata in ritiro punitivo presso l'Hotel Gli Dei di Pozzuoli, con la sola deroga per gli spostamenti operativi verso il centro d'allenamento di Castel Volturno. Una mossa estrema per cercare di ricompattare un gruppo scosso dalle ultime battute d'arresto e da striscianti tensioni interne. Commentando la decisione sulle pagine del quotidiano 'La Repubblica', la firma storica del giornalismo sportivo Antonio Corbo si è detto favorevole al provvedimento, ponendo però una condizione imprescindibile: la presenza fissa del presidente Aurelio De Laurentiis al fianco dei calciatori per fare sentire il peso e la vicinanza della proprietà.
L'attacco di Corbo a Manna: "Può rimanere a casa"
Se la figura del patron viene ritenuta centrale in questo momento di tempesta, la bocciatura per il DS Giovanni Manna è invece totale e senza appello. Per Corbo, infatti, il dirigente azzurro potrebbe persino fare a meno di unirsi alla spedizione di Pozzuoli: "Può rimanere a casa il direttore sportivo. Non ha cercato l’origine dei malanni, non indovina un acquisto se non uno di poca spesa e incerte garanzie, non ha neanche avvertito Allegri su precarietà e lesioni interne che oggi sembrano crepe".
Un'accusa circostanziata che punta il dito non solo sulle strategie di calciomercato e sulla qualità degli innesti arrivati a supporto della rosa, ma anche sulla presunta mancanza di filtro e di comunicazione preventiva con la guida tecnica. Secondo l'editorialista, le fragilità dello spogliatoio e le crepe emerse negli ultimi giorni dovevano essere individuate e disinnescate per tempo, prima di trasformarsi nel baratro in cui il Napoli rischia ora di scivolare.








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