Conti: "Il tumore mi ha toccato la cosa che più amo. Pelè, Maradona e il Napoli"

Bruno Conti, ex fuoriclasse e dirigente della Roma, si è confidato a cuore aperto al canale della FIGC, Vivo Azzurro Tv. Non sono mancati aspetti legati alla salute.
Se dici Bruno Conti dici Roma. E' lui, al pari di Francesco Totti, il simbolo dei giallorossi. A giugno, dopo 53 anni, potrebbe finire il suo rapporto di lavoro con la squadra del suo cuore. Dopo essere stato calciatore, dirigente, allenatore e responsabile delle giovanili, il suo lungo mandato volge al termine.
Bruno Conti: "Il tumore mi ha toccato la cosa che più amo, i miei capelli"
L'ex fuoriclasse, al canale della Figc, 'Vivo Azzurro TV', ha parlato anche della malattia: "Tre anni fa mi hanno trovato un tumore al polmone. Mi avevano toccato la cosa che amo di più, i miei capelli. All’inizio non avevo voglia di fare niente, la mia fortuna è stata avere la famiglia vicino. Mia moglie mi ha dato una forza incredibile, le devo tutto".
"Le parole di Pelè dopo il Mondiale e Maradona che mi voleva a Napoli"
Sul mondiale del 1982 vinto dall'Italia: "Tornato a Nettuno dopo il Mondiale sembravo il Papa. Mi vennero a prendere a casa con un’auto scappottata, io in piedi sul sedile che salutavo. Era pieno di gente, vedere amici con cui sei cresciuto che mi baciavano le mani è stato incredibile. Pelè disse "Conti è stato il miglior giocatore del Mondiale". Stiamo parlando di Pelé, un fenomeno. Fu una soddisfazione enorme. Maradona? Ogni volta che ci abbracciavamo prima di una partita, Diego mi diceva all’orecchio di andare al Napoli. Ho un amore per lui che va al di là di tutto, ma Roma è Roma".






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