Conte: "Rrahmani un po' affaticato, serve gestirlo. Il Como gioca in 12"
Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio ottenuto contro il Como: "Champions League importante per programmare il futuro".

Il Napoli ha ottenuto un pareggio importante sul campo del Como, gli azzurri si avvicinano a grandi passi alla qualificazione alla prossima Champions League. Antonio Conte, tecnico della squadra partenopea, ha parlato in conferenza stampa al termine del match.
Conte: "Partita a viso aperto"
Le parole di Conte: "Oggi non abbiamo fatto calcoli, è stata una partita aperta, potevamo fare gol e potevano fare gol loro: sono state due squadre a viso aperto che volevano avere l'una la supremazia dell'altra. Ora mancano tre partite e dobbiamo avere la matematica certezza della Champions, e lo sappiamo quanto è importante per programmare il futuro del Napoli l'anno prossimo. E non ci dimentichiamo lo scudetto sulla maglia: più in alto arriviamo e più daremo lustro allo scudetto vinto".
Come sta Rrahmani?
"Non dimentichiamo che torna da un infortunio di due mesi, in settimana l'aveva accusata la partita contro la Cremonese. Amir l'abbiamo un po' gestito in settimana per averlo oggi. Si sentiva un po' affaticato, è stato un cambio precauzionale. Oggi eravamo senza cambi di centrali: Juan Jesus è rimasto a Napoli per motivi personali, Mathias Olivera non volevamo rischiarlo per un affaticamento. Alla fine ho messo Gutierrez dietro e ho spostato Buongiorno".
"Il Como con Butez gioca in 12"
"Sicuramente un buon pareggio, loro si giocavano più di noi e abbiamo fatto un favore anche alle altre squadre. Nel primo tempo secondo me non siamo partiti male, anche con un buon possesso, ma abbiamo perso un paio di palle in uscita rischiando. Quello ci ha un po' non dico bloccato, ma ci ha fatto sentire meno sicuri. Nella ripresa siamo saliti molto di tono, lo spartito era sempre di pressarli alti e di giocarci degli uno contro uno come abbiamo fatto. È giusto che sia finita in parità, nel secondo tempo meglio noi di loro. Non dimentichiamo che loro hanno un portiere che è un giocatore, è un portiere che non ti permette di pressare, ha una qualità incredibile, una capacità di trovare la giocata tra le linee. Con lui il Como è come se giocasse in 12 È cresciuto tanto Butez, penso sia una delle armi del Como".
Un parere su Fabregas
"A me Cesc piace in panchina, è un sanguigno, è uno che la partita la vive e la sente. Io sono come lui. Cesc è un ragazzo che studia calcio, si vede. Il calcio è in continua evoluzione, si vede la differenza da qualche anno fa quando una squadra attaccava e l'altra aspettava, ora è diverso. Devi fare un calcio completo con e senza palla. Fabregas è un allenatore che è un predestinato, non faccio fatica a dirlo, sta facendo benissimo ed è anche un bravo manager nello scegliere i calciatori con i dirigenti", ha concluso Conte.
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