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Conte: "Non ci crederete, ma andai ad allenare la Juve grazie a quel matto di Silvio Baldini"

Antonio Conte ha raccontato un retroscena inedito sul suo passaggio alla Juventus da allenatore: "Mi disse testuali parole a telefono".


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

13/06/2025 14:05 - Interviste
Conte: Non ci crederete, ma andai ad allenare la Juve grazie a quel matto di Silvio Baldini
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L'allenatore del Napoli, Antonio Conte si è raccontato ai microfoni della trasmissione di Sky Sport, Federico Buffa Talks, ed ha raccontato un retroscena inedito sul suo passaggio da allenatore della Juventus: "Al Siena io raggiungo l'obiettivo e alla Juve c'era Delneri. Io stavo rientrando a casa, mi arriva una telefonata di Baldini, oggi al Pescara".

"Con Adani due settimane prima erano venuti a Siena a vedere un mio allenamento. Non avevamo tutto questo rapporto anche se si era creata una buonissima empatia. Silvio mi saluta e mi dice, ma tu vuoi allenare la Juve? Io gli dico ma cosa centra? Tu devi fare come Guardiola, lui aggiunge: vai da Agnelli e parlagli. Se vai tu diventi allenatore della Juve. Io chiudo la telefonata e il primo pensiero che mi viene in mente è: questo è matto? Ma in senso buono. Cosa mi ha suggerito? Penso. Lungo il tragitto però mi aveva lasciato quel qualcosa in testa e mi chiedo: come faccio a parlare con Agnelli? La persona che mi viene in mente è il dottor Giraudo, che chiamo a fine campionato. Lui mi disse che la Juve aveva deciso di confermare l'allenatore. Io gli dissi che volevo solo salutare Andrea. Intanto vado in Serie A con il Siena".


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"Un giorno ero a cena con mia moglie e vedo Giraudo che mi chiama. Dall'altra parte del telefono c'è proprio Agnelli che voleva incontrarmi. Dopo la gara col Novara torno a Torino e vado a casa sua. Ci salutiamo e lui mi chiede se volessimo comprare giocatori della Juve, così capisco subito di non essere nella sua idea per il futuro. Parliamo forse cinque ore, però. Poi dopo verrò a sapere che la moglie gli chiese chi fossi e lui rispose: il futuro allenatore della Juve. Comunque...quando esco, lui mi dice: devi parlare con Marotta. Quindi in quelle cinque ore avevo toccato le corde e i momenti giusti. Sapevo cosa bisognava riportare e di cosa avesse bisogno la Juve in quel momento. Se io sono alla Juve e inizio questo percorso di tre anni, dunque, è per Baldini. Senza la sua telefonata mai mi sarei proposto e forse ma la Juve avrebbe pensato a un allenatore esordiente. Quei tre anni sono stati incredibili. Il primo scudetto lo abbiamo vinto da imbattuti nonostante i favori dei pronostici erano per il Milan che aveva grandi campioni come Ibrahimovic. Perdiamo solo la finale di Coppa Italia contro il Napoli. I 102 punti sono stati qualcosa di incredibile". 


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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