Clementino: "Ho fatto uso di droghe. Maradona? Si ricordava di me dopo un breve incontro"
Clementino, rapper campano, si è raccontato nel corso di una trasmissione condotta da Veronica Gentili.

Domani, martedì 21 settembre, in prima serata su Italia 1, va in onda la terza puntata di “Buoni o Cattivi”, il programma di Videonews condotto da Veronica Gentili, che racconta spaccati della realtà italiana, attraverso storie vere in presa diretta, senza filtri, al confine tra il bene e il male. Loro di Napoli si concentra sulle contraddizioni di una delle città più belle del nostro Paese, Napoli, che vive maggiormente il conflitto tra l’essere buono o cattivo: da una parte la città del cuore e del talento, dall’altra quella della violenza e dell’illegalità. Sulle mille sfaccettature di Napoli, Veronica Gentili intervista Clementino, popolarissimo rapper, talento di buona famiglia ma al tempo stesso uno “scugnizzo” che ha vissuto l’esperienza della comunità di recupero dalle dipendenze. “Da ragazzino facevo stupidaggini ma erano tutte leggere. Sono cresciuto con la fame di volere diventare per forza qualcuno e mi sono sempre rifugiato nell’arte perché sapevo che ero quello il mio habitat naturale. Il palco è la mia anima. Volevo superare il disagio mentale che era dentro di me, quello in cui sai che stai crescendo in un posto così rischioso, solo per l’aria che respiri. Io abito nel triangolo della morte, Nola è al centro tra la provincia di Caserta, Acerra e Secondigliano, e ho visto gente morire di cancro per chissà quali rifiuti speciali sono stati sepolti lì.”
Clementino racconta poi quello che lui stesso definisce il periodo più buio della sua vita: “Quando ho cominciato a vivere da solo, a Roma, ho cominciato a provare le droghe, quasi tutte. Mi sono reso conto di essere arrivato al fondo quando non mi sono presentato alla presentazione del mio album. C’erano tutti i giornalisti per la conferenza stampa e io ho fatto avvisare da un mio amico che non sarei andato. Il giorno dopo è arrivato il pentimento. Quando diventi famoso, pensi di essere intoccabile e di poter fare tutto ma devi utilizzare le passioni per superare gli ostacoli. La cosa più cattiva che ho fatto è rovinare me stesso".
Inevitabile parlare con lui del mito Diego Armando Maradona, su cui dichiara: “Quando mi ha rivisto, dopo un breve incontro avvenuto anni prima, mi ha detto «ma dove eri finito?», dimostrandomi che si ricordava di me”.
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