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Chiariello: "Plusvalenza Osimhen, ecco cosa rischia davvero il Napoli. Processo Juventus, vi svelo tutti i dettagli"

Tutti i dettagli sul processo che ha portato alla penalizzazione della Juve e risposta chiara a chi teme risvolti negativi sul Napoli.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

22/01/2023 21:01 - Interviste
Chiariello: Plusvalenza Osimhen, ecco cosa rischia davvero il Napoli. Processo Juventus, vi svelo tutti i dettagli

La Juventus è stata penalizzata di quindici punti in classifica e c'è chi teme che una sorte simile, in qualche modo, possa capitare anche al Napoli per la plusvalenza realizzata nell'estate 2020 in occasione della trattativa che ha portato Victor Osimhen in Campania. A fare luce sull'intera vicenda, ci ha pensato Umberto Chiariello, giornalista di Canale 21, ai microfoni di Campania Sport"Il Napoli - esordisce l'opinionista - chiude il girone di andata di Serie A con numeri da record. Nelle volte precedenti, chi ha superato i 50 punti si è portato a casa il titolo. Il Milan è in difficoltà e dovrà sfidare una Lazio senza Immobile. Inter in grande spolvero, sembra l'unica a poter fronteggiare un Napoli che ha vinto comodamente a Salerno. La Juventus è scomparsa. Bastonata sul campo 5-1, ora è a distanza siderale perché ha preso 15 punti di penalizzazione. Come mai? Perché? Il procedimento della Procura Federale sulle plusvalenze, un anno fa, non era finito con un'archiviazione? Ci sono tanti punti oscuri e sento tante inesattezze dagli organi di stampa bianconeri... Nel Diritto, esiste un principio basilare: non si può giudicare due volte qualcuno. C'era stata un'assoluzione completa, dopo il castello accusatorio di Chinè, molto fragile, sulla questione plusvalenze, definite dallo stesso 'gonfiate': quel castello era crollato, perché non si può dare un valore ad ogni giocatore. Allora perché Chinè, dopo quella brutta figura, ci ha riprovato? Perché nel Diritto Sportivo c'è un articolo, il 63, che consente di tornare su una vicenda precedente, se è stato omesso l'esame di un fatto decisivo che non si poteva conoscere al momento del processo. Che è accaduto, nel frattempo? Che la CONSOB ha messo sotto indagine un club, la Juve, quotato in Borsa e la Procura della Repubblica di Torino ha indagato sulla Juve, appunto, in quanto società quotata in Borsa".

CHINE' AL TUTTO PER TUTTO -  "Altre otto società con cui aveva operato la Juve erano già state giudicate precedentemente ed assolte. Tra queste, il Napoli non c'è. In quattordicimila pagine, tra inchieste, intercettazioni ed interrogatori, hanno consegnato al Procuratore una documentazione corposa. C'erano trenta giorni per presentare l'istanza di revocazione, che ha permesso di riaprire il processo perché i nuovi fatti, molto gravi, in passato non erano in possesso di accusa e giudici. Chinè si è giocato tutto: se non fosse stata accolta la sua richiesta, si sarebbe dovuto dimettere. Invece, c'era sostanza per riaprire il processo. La Corte Federale d'Appello ha valutato la richiesta di riaprire il processo e di dare 9 punti di penalizzazione, oltre alle giornate di squalifica ai dirigenti. Successivamente, ha aumentato la pena richiesta, arrivando a quindici punti".


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SCUDETTI NON REVOCABILI - "Perché non tolgono i titoli alla Juve? Non è possibile. Lo dicono il comma 2 ed il comma 3. La Juve non può essere inquisita per comma 2, quello che porta a revoche, retrocessioni e radiazioni, perché il club bianconero ha fatto settecento milioni di ricapitalizzazione e non ha agito per iscriversi al campionato, ma per altro motivo. Rientra, cioè, nel comma 3, quello che può dare ammonizioni e retrocessioni. L'articolo 4, infine, riguarda la lealtà sportiva".

CONFESSIONI SCHIACCIANTI - "I capi d'accusa sono ben cinque. Chinè non ha trovato prove negli scambi tra le società, che già erano noti, ma ha trovato tutta una serie di confessioni interne alla Juve, perché le intercettazioni vengono considerate tali: mi riferisco a dialoghi tra Agnelli ed Elkann, Paratici, Cherubini e via dicendo... La prima prova: hanno trovato il 'libro nero' di Paratici, un foglio importante. Cherubini ha avuto un foglio da Paratici con nomi e cognomi e plusvalenze da fare, e ha detto che era una cosa folle. Numero due: intercettazioni tra Elkann e Agnelli, che dicono 'questa m**da non sappiamo dove metterla'. Tre: intercettazioni Cherubini-Agnelli. Quattro: il modo di agire è stato un sistema per frodare ed alterare i conti; le plusvalenze, per intenderci, sono state usate dalla Juve come uno strumento per delinquere. Cinque: l'avvocato Gabasio è chi si occupa degli affari della Juve, il responsabile; insomma, il numero quattro, per importanza, nell'organigramma juventino. Con foglio alla mano, nelle intercettazioni parla di dare 'Tizio' al Pisa e 'Caio' al Genoa per coprire il bilancio. Quel foglio dice questo: dimostra che non è più un problema di plusvalenze, ma di un sistema messo in piedi per occultare perdite".

CAMPIONATI ALTERATI - "Chinè dice che, secondo lui, la Juve ha alterato i campionati, perché, alterando i conti, ha potuto fare innesti, acquisti ed operazioni che, in caso contrario, le sarebbero stati inibiti. E dice anche che i 700 milioni messi dalla proprietà non sono bastati, perché Andrea Agnelli non ha voluto rivelare al cugino John i soldi che davvero gli servivano, altrimenti lo avrebbe 'ammazzato'. Però, al contempo, ha continuato a spendere, per tracotanza, per voglia di vincere per forza. Ed ha continuato a sforare. Questa è alterazione della competizione e va punita".

PERCHE' SOLO LA JUVE -  "Chiesti 9 punti, poi diventati 15: ma perché? Perché la pena deve essere afflittiva. Se ti do solo tre punti, ti ho fatto il brodino. La corte ha recepito questo concetto. La Juve è in zona Champions, i quindici punti servono a dare la quasi sicurezza che non vada in Champions League attraverso il campionato. Se poi ci arriva vincendo l'Europa League, è un'altra storia. La Juve viene punita per un sistema truffaldino, mentre le altre, per le plusvalenze, sono state assolte in passato. Insomma, chi parla di plusvalenze e dice 'perché la Juve sì e gli altri no?' non capisce nulla".

COSA RISCHIA IL NAPOLI - "Quanto al Napoli, oggi la città è in fibrillazione, dopo che 'La Repubblica' ha scritto che Chinè chiederà alla Procura di Napoli le carte relative alla vicenda Osimhen. Qualcuno dice: 'Vuoi vedere che il Napoli fa la fine della Juve?'. Ebbene, il Napoli ha fatto una sola plusvalenza ed ha sempre avuto una gestione virtuosa e limpida. I 5 milioni di valutazione per Karnezis non possono essere messi in discussione perché, come detto, il valore di un giocatore non è quantificabile prima. Per quel che concerne i giovani passati dal Napoli al Lille, sui quali qualcuno sostiene che la cosa puzzi, c'è da dire che i soldi per prendere Osimhen ci sono, sono stati dati concretamente ed il calciatore ora vale 100 milioni. Il Napoli, al massimo, rischia una multa o l'inibizione di qualche dirigente, nulla più. Fonti autorevoli mi dicono che nelle intercettazioni relative al Napoli non ci sia nulla di preoccupante per la società partenopea".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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