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Chiariello: "Chiedo scusa a Gattuso"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Chiariello: Chiedo scusa a Gattuso

Umberto Chiariello ha pubblicamente chiesto scusa a Gennaro Gattuso: "Mi ha fatto letteralmente imbestialire perché non l'ho trovato sincero".


Umberto Chiariello, giornalista di Canale 21, ha scritto un lungo editoriale sul sito RispettaLoSport nel quale ha voluto pubblicamente chiedere scusa a Gattuso. Vi proponiamo uno stralcio del suo articolo: "Io non so se Gattuso – nella sua invettiva di domenica pomeriggio – si riferisse a me o meno, tra l’altro ha citato i siti e le radio, non le tv (non so se per dimenticanza). Se rientro o meno nei suoi strali francamente mi interessa poco. Devo essere sincero, Gattuso mi ha fatto letteralmente imbestialire perché non l’ho trovato sincero, e non è da lui. Contrariamente al personaggio senza macchia e senza paura che si è costruito, vedo che parla di tutt’altro per sviare i veri problemi che lo chiamerebbero in causa: perché il Napoli non va, al di là di risultati deludenti ma non disastrosi. Sono stato tiepido dal primo momento nei suoi confronti, non essendo un allenatore fatto e rifinito ma personaggio di campo che piace a tutti (me compreso, lo ribadisco), un work in progress come tecnico per intenderci, dicendo: “vedremo”. Così l’ho elogiato quando c’era da elogiare e criticato quando c’era da criticare, specificando che tifo per lui perché se lui si afferma significa che fa bene il Napoli. Nessun pregiudizio ma neanche atteggiamento prono verso un santone del calcio: non è Guardiola o Klopp, al quale pulirei le scarpe gratis. Ha scritto un tifoso, Ciro Abete, una riflessione nella quale mi riconosco tanto: “C’è una cosa che non capisco: l’anno scorso il Napoli, da dopo la debacle con la Fiorentina, ha messo in campo una squadra difensiva e ben organizzata. Si vedeva la mano dell’allenatore e, fino al lockdown, gli azzurri avevano inanellato una serie di 12 vittorie, 1 pareggio (con il Barcellona dopo una partita dominata) e 1 sconfitta (casuale con il Lecce). Dopo la Coppa Italia vinta il Napoli ha cambiato modo di giocare: prima un surrogato del Sarrismo, poi un ritorno ad una nuova liquidità di calcio. Chiederei a Gattuso, con tutto il bene: ma perché?” Sono molti mesi che infatti richiamo l’attenzione sul palleggio lento, sterile, stucchevole, all’indietro del Napoli e l’ho invitato più volte a cambiare atteggiamento. Da cui l’ormai famoso meme che mi riguarda: tiki-taka-tuka-toki-teke-taki, che mi riporta ai tempi di quando eravamo ragazzi ed il mister si arrabbiava gridando, quando non facevamo arrivare la palla sulle punte rapidamente: “Ma che, stamm’ jucann’ ‘o tecchete e damme?” Che tradotto per gli sfortunati non edotti alla grande lingua madre, significa io-do-a-te e tu-dai-a-me. Sono mesi che gli suggerisco di non puntare su una mediana a due Bakayoko-Fabian, che è la moviola in campo. Non so voi, ma il mio fegato ne risente".


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Chiariello prosegue: "E il fegato con le crocette non fa male solo a me. Anche al mio figliolo, Giorgio, portiere di belle (si fa per dire) speranze che sa tutto dei movimenti in campo, perché i ragazzi di oggi sono evoluti tatticamente. Ho cresciuto mio figlio nel culto del Napoli, vedermi la partita con lui era il desiderio della mia vita, visto che l’ho avuto tardi. Ora ha diciassette anni e mezzo e come tutti i ragazzi della sua età non riesce a stare fermo davanti alla tv. Durante Udinese-Napoli si è alzato ed è sbottato: “Papà, non ce la faccio più a vedere questo Napoli. È troppo noioso! Io con Sarri mi divertivo”. E se n’è andato. Poi è tornato e ha chiesto: “Ma se Gattuso perde, De Laurentiis lo caccia? Non credo, chissà, forse”, ho risposto! E lui di rimando: “Forza Udinese, lievam ‘a chist ‘ananz!” Sono inorridito: Giorgio, parla italiano! Giorgio, mai tifare contro il Napoli!” Lui, pronto: “Papà, ma se hai il dente cariato meglio toglierlo!”. Ha detto le parole di Iannicelli, aborro!".


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Gattuso non va cacciato: "Questa è un’altra bufala che gira: che ne ho chiesto la testa. Ormai io e Peppe Iannicelli siamo un Giano Bifronte, quel che dico io è sempre l’opposto di quel che dice lui, che invece, lui sì, ne ha chiesto la testa (io ho solo detto che “sarebbe” da cacciare ma non ci sono i presupposti, data l’intensità del calendario, e che bisogna continuare con lui ma che deve migliorare”): niente da fare. Dal combinato disposto di Campania Sport il duo Giano Bifronte ha sentenziato “via Gattuso”, sentenza firmata del Tribunale dei Chiattoni".

Chiariello prosegue: "Gattuso, invece di parlare dei problemi del Napoli, se ne esce con il veleno, i telefonini, Calimero, le “stronzate” dei media napoletani e la pressione di una piazza che invece lo idolatra senza motivo, visto che deve ancora tutto dimostrare. Allora l’ho rimbeccato a muso duro: se parli di “stronzate”, parliamo di quelle che fai tu. Su questo non torno indietro, lo confermo. Ho aggiunto: forse non sei lucido perché non sei stato bene, ma non era un’offesa, era un’attenuante al suo non capire cose evidenti a tutti, utilizzando una giustificazione che avevano tirato fuori i suoi sostenitori (“non lo attaccare, non è lucido perché non sta bene”). Perlomeno, non avevo intenzioni offensive. Se la sensazione è stata invece offensiva, allora mi scuso. Non conta quel che vuoi dire, ma ciò che arriva. Se è arrivato un messaggio non voluto, vuol dire che non mi sono espresso bene. E quindi mia è la responsabilità. Ma la morte della sorella, però, tirata in ballo da qualcuno, scusate, cosa c’entra? Anzi, sono dolori di fronte ai quali tutti dobbiamo portare il massimo rispetto, ed io so cosa significa perdere le persone più care, non avendo più i miei amati genitori e da quest’anno un amico che era un fratello. Il riferimento alle sue pescherie, visto che ha queste belle attività fuori dal calcio, è stato invece cattivo e voluto, lo ammetto: se parli come un cafone ti ricordo che non stai vendendo il pesce ma sei l’allenatore del Napoli. Peppe per molto meno a Sarri gli ha levato la pelle di dosso, e molti gli hanno dato ragione. Non vedo perché a Rino vadano fatti sconti. Certo, non sono stato elegante. Ma mi scuso con voi, a cui devo rispetto e il dovere di usare i toni giusti, non a lui. E’ lui che si deve scusare con noi".

Le scuse di Chiariello: "In definitiva, tornassi indietro, la cosa che proprio non direi è il riferimento al tesserino (“Sarebbe da stracciare in faccia”). E’stato eccessivo. E’ stato sbagliato. E’ stato un grave errore. E me ne scuso. Ha parlato il mio fegato per me, o forse la mia bile. Non so bene quale parte del mio corpaccione, ma non la mente. Non sono stato lucido, non sono stato me stesso. Rino, ti rispetto e ti chiedo scusa. Ma per il resto ribadisco tutto quanto e sono pronto a confrontarmi con tutta serenità. Io non ho chiesto la tua testa come non la chiesi per Ancelotti, per il quale usai lo slogan: “tu hai fatto i guai, tu li sistemi”. Vale anche per te. Resto tuo tifoso: perché voglio vincere. Cominciando dalla Supercoppa".


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