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Chiariello: "C'è chi di mestiere fa l'amico di Osimhen. Scommesse, visto che scrive Gnocchi?"

Interessante riflessione di Umberto Chiariello sul caso calcioscommesse di cui tanto si sta parlando in queste settimane.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

16/10/2023 00:04 - Interviste
Chiariello: C'è chi di mestiere fa l'amico di Osimhen. Scommesse, visto che scrive Gnocchi?

"La sosta per le Nazionali non implica che non ci siano argomenti scottanti. L'Italia si gioca una credibilità residua, ancora una volta picconata da avvenimenti recenti". Inizia così l'editoriale di Umberto Chiariello per Campania Sport. Dagli studi di Canale 21, il giornalista si è soffermato su vari temi. Compresa la vicenda calcioscommesse"[...] Il film 'Moneyball', con Brad Pitt, del 2011, diceva che serve un diverso modo di gestire le procure sportive: non più dando attenzione ai contratti, ma all'atleta. E' facile, oggi, parlare di ludopatia... I giocatori vanno condannati, se si scopre davvero che hanno scommesso sulla Serie A, sulla propria squadra o sul calcio in generale, sapendo che non lo possono fare. Nessuno sconto va applicato, però fare la domanda non basta: bisogna avere le risposte e trovare anche i colpevoli" osserva Chiariello.

E ancora: "Lo sapete che il 60% die calciatori, a fine carriera, diventa indigente? Perdono tutto, i giocatori, quando appendono gli scarpini al chiodo. Lo sapete che il 7'% dei professionisti ha solo la licenza di scuola media? In un mondo moderno, sono iper-professionisti con la scuola media... Il 26,2%, non di più, ha il diploma e il 4,8% ha conseguito la laurea".

"C'è un giro di scommesse da 25 milioni e 18,5 di questi sono su mercati illegali, perch gestiti da associazioni mafiose... A quei livelli, le tentazioni sono forti. Quali sono le cause? Investimenti sbagliati? Molti atleti, perché non hanno una preparazione finanziaria adeguata, non sono pronti, senza contare che sono circondati da tante persone che si spacciano per amiche. Non sono aiutati, attorno a loro ci sono tanti lestofanti".

"A Napoli abbiamo scoperto che c’è chi fa di mestiere l’amico ufficiale di Osimhen, come a Roma c'era il fratello di latte di Falcao... Se hai un tenore di vita altissimo e dopo non hai più quei guadagni, che fai? Quando sei ricco, giovane e famoso e sei annoiato, perché hai tanto tempo da gestire, come fai con i vizi? Qualcuno si preoccupa di questi ragazzi o si pensa solo a sfruttarli?" Non mi venite a dire che questi ragazzi sono sciocchi!".

"Il calcio non è quello che vedete in tv, ma la frequentazione dei campi... Solo a Napoli, ci sono 200 scuole calcio ed ognuna a 100 giocatori di media: 20 mila ragazzi che sognano di diventare professionisti e molti di loro sono formidabili, ma solo la punta dell'iceberg arriva ad affermarsi, e sapete perché? Perché hanno la testa. Uno che arriva a quei livelli, a 22 anni, non è uno sciocco, anzi: ha qualcosa in più. E se trasgredisce le regole e fa le cose che si stanno sentendo, c'è qualcosa di profondo, nella nostra società, sul quale indagare, prima di condannare". 

"Gene Gnocchi, sulla Gazzetta, scrive una cosa molto interessante. Non è una battuta ironica, ma drammatica, una riflessione: 'Cc'era un tempo in cui il calcio scommetteva sui giovani, invece ora i giovani scommettono sul calcio'. Voglio chiudere il mio editoriale con questo pensiero".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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